Andiamo quindi avanti con l’analizzare la “Relazione Palazzi”, analizzeremo oggi il capo di imputazione teorico Inter Atalanta, partita terminata con la vittoria dell’Inter per 1-0 e disputatasi il 2 febbraio del 2005 (qui il link https://www.youtube.com/watch?v=AA4kxtFtL8k ). A prescindere dal video che oggettivamente è troppo di parte, anche analizzando altri video, per esempio questo https://www.youtube.com/watch?v=szzQa9JGOe4, possiamo giungere alle medesime conclusioni ossia che la partita sia stata sostanzialmente un assedio e che il risultato sia stato bugiardo. La partita poteva anche finire 3-0. Non si rilevano aiuti arbitrali, non sembra che l’Inter ne abbia bisogno. A prescindere, ciò che mi preme immediatamente sottolineare è che la telefonata fra Bergamo e Facchetti è sempre dello stesso giorno, il 2 febbraio, quando ormai le designazioni erano già avvenute e sulle quali ovviamente Facchetti, contrariamente ad altri, non era intervenuto in alcuna maniera. Facchetti, fatta esclusione per Nucini di cui parleremo ampliamente, non aveva arbitri amici di cui caldeggiava la designazione (messa così al momento non mi risulta che abbia mai caldeggiato neanche la designazione di Nucini sebbene dalla sua designazione per qualche partita dell’Inter magari avrebbe potuto pure trarne vantaggio) e chiamò lo stesso giorno della partita esclusivamente per un motivo, Facchettti era oggettivamente preoccupato per la designazione dell’arbitro Racalbuto. La telefonata è appunto del 2 febbraio 2005, ore 10.25 (qui il link dell’immagine direttamente presa dalla “Relazione Palazzi” https://www.facebook.com/572120712937074/photos/a.572498079566004.1073741828.572120712937074/830361180446358/?type=3 ) e si apre con i due interlocutori che commentano la precedente partita arbitrata da Trefoloni di cui ho parlato nel mio precedente articolo ed in particolare la simulazione del calciatore Brienza del Palermo (la troviamo al minuto 1,16 di questo video https://www.youtube.com/watch?v=8Q6Kg7aUcWA&feature=youtu.be ), dopodiché la discussione si sposta sulla successiva partita Inter Atalanta ed in particolare sulla designazione di Racalbuto con cui Facchetti ci aveva in passato litigato. Incominciamo col capire quando ci aveva litigato e perché. La partita incriminata è Chievo Inter del 15 febbraio 2003, qui il link della partita https://www.youtube.com/watch?v=26pXNrh4LNA , che dite, aveva qualche buon motivo Facchetti per recriminare? Io dico di si. Facchetti in quella partita fra il primo ed il secondo tempo scese negli spogliatoi per protestare sia con l’arbitro Racalbuto che con il guardalinee Puglisi reo, a suo dire, di aver arbitrato palesemente pro Milan nella partita Milan Roma dove fu protagonista di alcune sviste arbitrali pro Milan mentre invece, era riuscito, nella partita in corso, a vedere perfettamente un tocco di mano di Cannavaro da oltre 40 metri. Il perché di quelle sviste arbitrali Facchetti poteva anche non saperlo ma la risposta era molto semplice: Puglisi era un guardalinee di chiara e ostentata fede milanista ed infatti, l’addetto agli arbitri del Milan Meani, fece in più occasioni pressioni per averlo ad arbitrare le partite del Milan riuscendoci pure per la partita Milan Chievo del campionato 2004/05 per cui, Meani e Puglisi, sono stati entrambi condannati e prescritti nel processo calciopoli. Il fatto che Puglisi fosse un guardalinee di chiara fede milanista era cosa ben nota nel mondo arbitrale tanto è vero che Collina, alla vigilia della partita Milan Chievo, chiamò Meani per congratularsi con lui per il fatto che fosse riuscito a far cambiare le designazioni dei guardalinee e ottenere appunto il milanista Puglisi (qui il link della telefonata https://www.youtube.com/watch?v=NIh4svhLaFQ , notate come se la ridono). Tornando a noi, per questa irruzione negli spogliatoi nell’intervallo fra il primo ed il secondo tempo, Facchetti fu inibito per due settimane ed ebbe una multa di 5.000,00 €. Alla luce di quello che è emerso dopo con calciopoli forse sarebbe il caso di restituirli alla famiglia Facchetti ma lasciamo stare.  Tornando alla telefonata fra Facchetti e Bergamo, Facchetti fa presente a Bergamo di averci litigato con Racalbuto e di essere preoccupato per la sua designazione. Aveva ragione Facchetti ad essere preoccupato per la designazione di Racalbuto? La risposta, alla luce di ciò che è emerso con Calciopoli, non può che essere si. Racalbuto, stando a ciò che ha scritto la Cassazione che lo ha prosciolto solo per intervenuta prescrizione, faceva parte dell’associazione per delinquere di cui a capo era Moggi e fu reo di aver alterato le partite Roma Juve e Cagliari Juve oltre che essere in possesso di una scheda svizzera con cui in più circostanze aveva interloquito direttamente con Moggi. Facchetti magari qualche dubbio su di lui ce l’aveva e a ben ragione era preoccupato ma Bergamo lo tranquillizzò dicendogli che gli avrebbe parlato e che gli riparlerà per calmarlo affinché possa arbitrare correttamente. Ovviamente Facchetti in questa telefonata non chiese aiuti arbitrali anche perché non sarebbe stato il caso di chiederli a Racalbuto considerando i suoi precedenti e i sospetti che nutriva nei suoi confronti, chiese solo un arbitraggio equo. Cosa possiamo dire su questa telefonata? Non c’è frode sportiva, non c’è violazione dell’art. 6 CGS, Facchetti non chiede vantaggi da Racalbuto anche perché non li avrebbe mai ma al più ci sarebbe violazione dell’art. 1 CGS sempre dando per scontato l’assunto ma su questo in futuro sarebbe bene discuterne, che i tesserati ed in particolare i dirigenti, non possano chiamare i designatori per interloquire con loro rappresentandogli i loro dubbi e le loro perplessità. Ancora più irrilevante dal punto di vista penale è poi la successiva telefonata che Facchetti fa tre minuti dopo a Pairetto a cui chiede semplicemente chi è venuto a vedere la partita per la  Commissione arbitri UEFA per poi parlare del fatto che comunque l’Inter è in ripresa. In questa telefonata non parlano quindi nemmeno dell’arbitro Racalbuto e tantomeno c’è una richiesta di aiuti arbitrali. Ci vogliamo mettere la violazione dell’art. 1 CGS per il semplice fatto che Facchetti non poteva telefonare a Pairetto? E mettiamocela ma siamo tanto sicuri che una telefonata fra un designatore ed un dirigente sia già di per se violazione dell’art. 1 CGS a prescindere dal contenuto? Ne parleremo. Anche in queste due telefonate non ci sono reati e non sono quindi telefonate che andavano trasmesse senza indugio alla giustizia sportiva ma esclusivamente illeciti di carattere sportivo dovuti al fatto che, in linea teorica, Facchetti non avrebbe mai dovuto chiamare Bergamo o Pairetto ma, giova ribadirlo, mentre, ma sul punto ne parleremo approfonditamente, per la giustizia sportiva i contatti fra il mondo arbitrale e i tesserati costituiscono comunque violazione dell’art. 1 CGS, per la giustizia penale i contatti fra il mondo arbitrale e i tesserati sono comunque consentiti purché non mettano in pericolo “l’autonomia e garanzia di indipendenza di giudizio di organi come la figura arbitrale e conseguentemente di chi ha l’onore e l’onere di designarli” (pagina 146 sentenza di appello Moggi), sono cose che in queste due telefonate non sussistono, Facchetti non chiede aiuti arbitrali e non caldeggia la designazione di un determinato arbitro o assistente.

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