Be chissà, forse spinto dal successo di visualizzazioni che ha avuto il mio ultimo articolo, chissà, forse perché uno juventino, dopo il mio ultimo articolo, mi ha scritto privatamente sulla chat della pagina “Di Calciopoli e dei reati ….” dicendomi che dovrei riconoscere che Calciopoli sia stato un complotto, un errore biblico delle istituzioni e via discorrendo, venendo, in altre parole, a dire a me ciò che io devo fare, scrivere e pensare, sarà per questo che ho deciso di mettermi subito a scrivere un altro articolo. Perché? Perché io non la penso come lui. Posso? Posso essere libero di dire la mia? Mi sono sentito così libero di dire la mia dopo la chattata con questo juventino (mi considero uno dei pochi blogger contro corrente su Calciopoli dato che gli altri blogger che trattano o hanno trattato questo argomento ripetono all’unisono la solita solfa essendo tutti o quasi juventini) che ho deciso di rimettermi subito a scrivere e ad analizzare le altre telefonate di Facchetti dato che quelle di Moratti le ho già tutte analizzate. Le telefonate di Moratti oltretutto, è bene ribadirlo, sono solo due e oltretutto in entrata, ossia era Bergamo a chiamare Moratti il quale, al più, per rispettare le regole, avrebbe dovuto chiudergli il telefono in faccia, non sarebbe stata buona educazione.
La telefonata che analizzerò oggi è la n. 22554 del 27.01.2005 ore 14.47.
Questa volta è Facchetti a chiamare Bergamo. La telefonata ci è gentilmente fornita dagli amici di Ju29ro (link https://www.youtube.com/watch?v=3iXqy4-IAxA). Bergamo, nella telefonata, si duole con Facchetti del risultato della gara Inter-Chievo (terminata 1-1) per via di una decisione dubbia del guardalinee Ricci che ha fatto annullare un gol di Vieri. La domanda sorge spontanea, ma Facchetti non faceva pressione sugli arbitri per avere vantaggi e favori durante le gare? Non regalava biglietti e gadget per avere vantaggi in classifica?  Ad ogni modo il video della partita sta qui https://www.youtube.com/watch?v=F0Tric1kkTs, giudicate voi. Non si capisce bene nel video se Vieri fosse in fuorigioco oppure no ma, dato che è lo stesso Bergamo ad ammettere che è stato l’assistente ad aver sbagliato, è probabile che il gol fosse regolare e di questo Bergamo se ne dispiace perché l’arbitro della gara Paparesta era “preparato a farla bene”. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a frasi più o meno di questo tenore dette da Bergamo a Facchetti: “è una partita che vinceremo insieme”, “l’arbitro è stato messo in forma per la partita”, “l’arbitro è stato predisposto a farla bene” e via discorrendo, effettivamente un pool di investigatori attenti avrebbe dovuto approfondire, avrebbe dovuto mettere sotto intercettazione anche Facchetti, chissà, magari sarebbe uscito qualcosa di scandaloso ma il discorso è molto semplice, io non è che posso basarmi su ciò che avrebbero mai potuto scoprire gli investigatori di “Calciopoli” se avessero indagato approfonditamente sui rapporti fra Facchetti e il mondo arbitrale ma mi devo basare su ciò che ho e basta. Questa telefonata, a prescindere dal fatto che possa essere violazione dell’art. 1 CGS dando per certo l’assunto che non ci dovrebbero essere contatti di nessun genere fra i designatori e i dirigenti delle squadre di calcio ma messa così la Relazione Palazzi è piena di contatti fra i designatori e i membri di altre società di calcio (non riguarda solo l’Inter ma anche altre squadre) e non tutti sono stati considerati violazione dell’art. 1 CGS, non ha assolutamente niente di rilevante dal punto di vista penale. È una telefonata che si potrebbe definire anche di mera cordialità, di saluti per intenderci, in cui Facchetti non pretende la testa di Paparesta o di Ricci, non pretende che questi non arbitrino più una partita dell’Inter, non si intromette nella formazione delle griglie estromettendo Paparesta dalla prima fascia come faceva qualcun altro. È una telefonata, in altre parole, irrilevante dal punto di vista penale e, ed è bene ricordarlo, ai sensi dell’art. 267 del Codice di procedura penale, per poter disporre le intercettazioni telefoniche, bisogna trovarsi di fronte a gravi indizi di reato che in questa telefonata effettivamente mancano. Qualcuno potrebbe obiettare domandandosi quali fossero invece i gravi indizi di reato che hanno fatto si che si disponessero le intercettazioni nei confronti di Moggi. A questa domanda non posso ovviamente rispondere con certezza, per scoprirlo bisognerebbe leggere il decreto motivato con cui il Giudice delle Indagini Preliminari ha autorizzato le intercettazioni nei confronti di Moggi ma purtroppo su internet non è reperibile ed è molto strano che la redazione di Ju29ro che ha pubblicato di tutto su calciopoli abbia omesso di pubblicarlo, chissà perché, ce ne faremo una ragione. Ad ogni modo, se qualcuno dovesse riuscire a trovarlo, può anche darsi che mi sia sfuggito, non deve fare altro che segnalarmelo. È bene inoltre ricordare che sui “contatti” la giurisprudenza penale e quella sportiva sono sostanzialmente divise, per la giurisprudenza penale il contatto è ammesso purché non metta in pericolo “l’autonomia e garanzia di indipendenza di giudizio di organi come la figura arbitrale e conseguentemente di chi ha l’onore e l’onere di designarli”(pagina 146 sentenza di appello Moggi, qui il link https://www.facebook.com/572120712937074/photos/a.572498079566004.1073741828.572120712937074/808331219316021/?type=3)  mentre per la giurisprudenza sportiva il contatto andrebbe sempre punito o quasi dato che ci sono alcune telefonate fra i vertici arbitrali e i tesserati che non sono state considerate neanche violazione dell’art. 1 CGS nella Relazione Palazzi e di cui parleremo prossimamente. Le telefonate di Facchetti probabilmente, non presentando gravi indizi di reato, non hanno potuto permettere che si disponesse l’intercettazione delle sue utenze telefoniche e di questo ce ne dobbiamo fare una ragione. Lo so che qualche juventino che mi segue storcerà il naso di fronte a questa mia affermazione ma come disse qualcuno “così è (se vi pare)”.  Lo so che il Procuratore Lepore aveva parlato di una possibile ipotesi investigativa nei confronti “dell’altra squadra di Milano” ma come scrive il Giudice Magi nelle motivazioni della sentenza di assoluzione dal reato di diffamazione di Moggi a pagina 12: “le parole del procuratore Lepore […] danno conto solo di una possibile ipotesi investigativa non coltivata, e, quindi, allo stato, non sussistente”. La telefonata si conclude poi con Facchetti che dice “stasera abbiamo Palanca” per la partita di Coppa Italia Atalanta Inter e Bergamo che lo rassicura:”vedrai che farà una bella partita”. Che significa “vedrai che farà una bella partita”? A voler pensar bene significa “vedrai che arbitrerà bene senza fare grossi errori”, a voler pensar male può anche significare “vedrai che vi darà una mano a vincere”. Per il principio del “in dubbio pro reo”, per cui, in caso di dubbio fra due ipotesi, si va sempre nell’ipotesi meno grave, si dovrebbe optare per la prima ipotesi. È sempre per lo stesso principio oltretutto che si è stabilito nella sentenza di primo grado e di appello che il campionato 2004/05 non risulta alterato finché poi la cassazione ha rinviato tutto al giudice civile competente per la quantificazione e il risarcimento del danno rimettendo a lui  tale decisione. Ma il dubbio che ci dobbiamo ora porre è un altro: possibile che non ci sia neanche una intercettazione chiarificatrice? Possibile che non ci sia neanche una intercettazione da cui si evinca cosa effettivamente abbia voluto dire Bergamo quando diceva a Facchetti frasi del genere “vedrai che farà una bella partita”, “vedrai che è una partita che vinceremo insieme”, “l’arbitro è stato messo in forma”, “l’arbitro è stato predisposto a fare una bella partita”? La risposta è si, quale? Ne parleremo. Ad ogni modo la partita di Coppa Italia Atalanta Inter arbitrata da Palanca su cui Facchetti in nessuna maniera influisce sulla designazione a differenza di qualcun altro a cui Bergamo telefonava per chiedergli chi volesse come assistenti e si confrontava le griglie e qui si che c’è frode sportiva e violazione dell’art. 6 CGS perché è messa in pericolo la terzietà e imparzialità del mondo arbitrale, termina con la vittoria dell’Inter per 1 a 0, qui il link della gara https://youtu.be/B1SSs5U0GFM, giudicate voi. Giusto per concludere quindi possiamo dire che la telefonata è sostanzialmente irrilevante dal punto di vista penale, è una telefonate in cui Facchetti lascia intendere che è dispiaciuto dell’errore del guardalinee, è dispiaciuto della sfuriata di Moratti, in cui Bergamo gli fa presente che Moratti non deve dare alibi ai calciatori e lo rassicura che Palanca “farà una bella partita”. Violazione dell’art. 1? Ci può stare se diamo per certa la tesi che certa non è per cui, almeno per il diritto sportivo, fra il mondo arbitrale e i tesserati non ci debba essere alcun genere di contatto cosa che invece, è bene ricordarlo, per il diritto penale è possibile; violazione dell’art. 6? Frode sportiva? Per favore non scherziamo, per violare l’art. 6 Facchetti avrebbe dovuto pretendere ed ottenere che Paparesta e Ricci fossero fermati o peggio avrebbe dovuto chiedere ed ottenere un arbitro preciso a lui vicino per la partita di Coppa Italia, sono cose che in questa telefonata non ci sono e che sino ad ora non ho trovato in nessuna intercettazione riguardante l’Inter, oltretutto è lo stesso Palazzi ad ammetterlo a pagina 61 della sua Relazione affermando che situazioni analoghe sono state considerate solo violazione dell’art. 1 e non dell’art. 6 nel processo sportivo Calciopoli (qui il link www.facebook.com/572120712937074/photos/a.572498079566004.1073741828.572120712937074/739391396210004/?type=3&theater ).

 

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