Come sempre salve a tutti, oggi affronteremo il quinto capo di imputazione teorica, la partita Inter Sampdoria (qui il link https://youtu.be/ykRDJUHffPI ) che sicuramente tutti gli interisti ricorderanno con particolare affetto.  La prima telefonata che riguarda questo capo di imputazione è del 9/1/2005 giorno della partita, è sempre Bergamo a chiamare Facchetti rassicurandolo del fatto che Bertini, l’arbitro sorteggiato per l’incontro, disputerà una buona gara. È interessantissimo ciò che dice Facchetti: “ho cercato di dire con i miei di avere con Bertini un certo tatto e una certa fiducia …..” ricevendo appunto rassicurazioni da parte di Bergamo: “vedrai che farà una bella partita …. Viene predisposto per fare una bella partita …. Sono ragazzi su cui ci contiamo tutti …. Vedrai è una partita che vinciamo insieme”, in altre parole Bergamo rassicura Facchetti che Bertini arbitrerà bene. Non ci sono rassicurazioni riguardo ad aiuti arbitrali in favore dell’Inter e non c’è quindi illecito di cui all’art. 6 CGS e tantomeno non c’è “Frode sportiva”. È mio parere personale che questa telefonata vada letta in relazione con la cena del 5/1/2005 avvenuta quindi 4 giorni prima in cui è quindi probabile che Facchetti si sia lamentato di arbitraggi sfavorevoli che oltretutto avevano reso i giocatori dell’Inter maldisposti verso la classe arbitrale ed abbia ricevuto rassicurazioni per il futuro. La frase di Bergamo “Vedrai, è una sfida che vinciamo insieme” non può essere quindi interpretata che in questa maniera: vedrai che arbitrerà bene vincendo la sua partita mentre l’Inter vincerà la sua partita sul campo. Non essendo stati richiesti e accettati favori arbitrali, non essendo stato inserito nessun arbitro “amico” in griglia per volere di Facchetti, non c’è stata violazione dell’art. 6 (ora 7) CGS e neanche quindi “Frode sportiva” stante l’oggettiva sovrapponibilità delle due norme. Ma siamo sicuri che le due norme sono sovrapponibili? A riguardo basta leggere ciò che scrive la stessa sentenza di Cassazione a pagina 75 ai punti 46.20; 46.21; 46.22 andando comunque a sindacare su un argomento di non sua competenza ossia il diritto sportivo (qui il link https://www.facebook.com/572120712937074/photos/pb.572120712937074.-2207520000.1485965678./736927903123020/?type=3&theater ) . Al punto 46.20 vengono fatte notare le differenze per cui l’art. 6 ora 7 CGS tutela il principio della lealtà sportiva mentre il reato di Frode sportiva tutela i consumatori dello spettacolo sportivo. Sono due facce della stessa medaglia perché il consumatore dello spettacolo sportivo vuole assistere ad una partita leale e non già decisa nelle segrete stanze. Nessuno di noi vorrebbe assistere nuovamente ad una partita come Italia Corea per intenderci. I punti 46.21 e 46.22 vanno a porre l’accento sull’elemento soggettivo della norma per cui  la norma sulla “Frode sportiva” a differenza dell’illecito di cui all’articolo 6 ora 7 CGS va a punire anche soggetti che non sono tesserati. Cercherò di fare un esempio pratico in maniera tale che tutti ci possiamo capire. Tizio, soggetto non tesserato, punta 1000 € sulla vittoria della squadra A contro la squadra B, dopodiché contatta Caio che arbitrerà la partita fra A e B e gli chiede di far vincere la squadra A, Caio accetta. Caio, essendo un arbitro e quindi un soggetto tesserato, sarà giudicato e condannato sia dalla giustizia sportiva ex art. 6  ora 7 CGS che dalla giustizia penale (più corretto dire “giustizia ordinaria”), Tizio invece sarà giudicato e condannato solo dalla giustizia penale ( ordinaria) dato che non è tesserato e di conseguenza su di lui la giustizia sportiva non ha giurisdizione. È una differenza minima che nel caso di Moggi o di Facchetti non rileva assolutamente essendo entrambi sottoposti sia alla giustizia sportiva in quanto tesserati che alla giustizia ordinaria in quanto cittadini. Per il resto le due norme sono oggettivamente sovrapponibili andando entrambe a punire gli atti che possono mettere in pericolo il corretto e leale svolgimento della gara a prescindere da ciò che poi succede in campo. Tornando invece alle telefonate di questo capo di imputazione teorico, Il giorno dopo, alle 11.44, è finalmente Facchetti a chiamare Bergamo. Entrambi si complimentano l’uno con l’altro della partita, Facchetti si complimenta per l’ottima direzione della terna arbitrale, Bergamo si complimenta della buona prestazione dell’Inter e Facchetti gli fa presente che le tessere per entrare allo stadio destinate ai designatori sono ancora nei cassetti delle stanze dell’Inter (abbiamo già stabilito nei precedenti articoli che regalare biglietti o tessere per entrare allo stadio non costituisce reato e quindi non costituisce violazione dell’art. 6 CGS tanto è vero che in un capo di imputazione reale, la partita Lecce Juve, l’accusa cercò di sostenere che De Santis fosse stato corrotto omaggiandolo con molte magliette della Juve ma il tutto si risolse, giustamente, in una assoluzione di tutti gli imputati per quel capo d’imputazione) dopodiché Bergamo dice a Facchetti chi ha intenzione di inviargli come tema arbitrale per la partita di mercoledì di Coppa Italia: “mercoledì avevo intenzione di mandarti come assistenti. .. siccome a Bologna non è una partita scontata, secondo me, avevo intenzione di metterti Geminiani e Niccolai, che sono due toscani bravi” e “Avevo intenzione di mandarti Gabriele” spiegandogli che Gabriele veniva da un lungo periodo di sospensione perché si è trovato coinvolto in una vicenda troppo più grande di lui da cui ne era uscito indenne (Gabriele era stato coinvolto insieme a Palanca nella vicenda “Calcioscommesse” per dei presunti aiuti arbitrali in favore del Messina in quanto appartenenti alla “combriccola romana” di arbitri vicini alla GEA di Moggi) e aveva bisogno di ripartire, aveva già fatto la B, ora gli voleva far fare la Coppa Italia per poi farlo ritornare ad arbitrare in serie A. Facchetti giustamente gli risponde “va bene …. Mi fido di te ”, cos’altro avrebbe mai potuto dirgli? Erano scelte del designatore a cui Facchetti non poteva che rispondere “obbedisco”, non è che Facchetti si metteva a stabilire chi doveva arbitrare e chi no come faceva Moggi. Neanche in questa telefonata c’è frode sportiva e di conseguenza neanche violazione dell’art. 6 CGS ma solo, forse, violazione dell’art. 1 CGS dato che si parlano comunque al telefono facendosi dei complimenti a vicenda e limitandosi, per il resto, a semplici convenevoli che non costituiscono reato. Dopodiché Bergamo alle 18.20 del medesimo giorno chiama Moratti, tale telefonata sta su You Tube insieme a quella degli auguri di Natale (perché messe insieme forse fanno più effetto) pubblicata dagli “amici”, di Ju29ro,  qui il link    https://youtu.be/txxqPyXx6eY (inizia dal minuto 2.48). Anche in questa telefonata Bergamo si complimenta con Moratti per l’ottima prestazione dell’Inter e Moratti si complimenta con Bergamo per l’ottima prestazione della terna arbitrale e soprattutto fa notare che i giocatori avevano capito che era una partita regolare per cui hanno dato il massimo. Dopodiché Bergamo, “per confermare questo clima di cordialità che è una cosa che sappiamo io e lei” lo informa della sua volontà di far rientrare nel giro gli arbitri Palanca e Gabriele e di voler mandare ad arbitrare Gabriele per la partita di Coppa Italia Bologna Inter ricevendo un “va bene” da Moratti con una promessa che andrà a salutarlo prima dell’inizio della partita. Francamente non vedo gravi illeciti in questa telefonata. Pur accettando la tesi per cui qualunque contatto telefonico di qualsiasi genere fra il mondo arbitrale e le società vada considerato violazione dell’art. 1 CGS, cosa avrebbe dovuto fare Moratti una volta ricevuta una telefonata del designatore, avrebbe dovuto chiudergli il telefono in faccia? È lo stesso Moratti che poi, in sede di audizione, come si legge a pagina 45 della Relazione Palazzi, ha affermato che, a suo parere, “ il fine di Bergamo era di far passare cose scontate come se si trattasse di favori, ovvero finalizzate a tenere un buon rapporto”. È proprio questo il punto, perché Bergamo invita a cena Facchetti? Perché Bergamo gli garantisce arbitraggi non sfavorevoli? Perché Bergamo telefona a Moratti per fargli gli auguri di Natale e perché lo chiama dopo questa partita? È ovvio, per accattivarselo anche perché a fine anno avrebbe comunque terminato il suo mandato di designatore e stava cercando appoggi per rimanere in lega con qualche altro incarico. Di diverso avviso è ovviamente Palazzi  il quale afferma (pagina 57 e seguire) che i rapporti fra Facchetti, Moratti e i designatori arbitrali avevano il fine di condizionare il settore arbitrale a vantaggio dell’Inter al punto tale che Facchetti e Moratti davano il consenso preventivo per la designazione di Gabriele per una partita di Coppa Italia e in cambio i designatori arbitrali ricevevano numerosi favori e cortesie quali l’elargizione di biglietti e tessere per le gare dell’Internazionale, di gadget e borsoni contenenti materiale sportivo della squadra milanese e non meglio precisati”regalini” e che tali rapporti, essendo diretti ad alterare i principi di terzietà e imparzialità del mondo arbitrale, oltre ad essere violazione dell’art. 1 CGS  erano anche quindi violazione dell’art. 6 CGS perché diretti ad assicurare un vantaggio in classifica all’Inter. Ricordando che abbiamo già affrontato la faccenda spinosa dei regalini nei precedenti articoli e che tali regalini in altre circostanze (vedi capo e, partita Lecce Juve)  non hanno costituito reato, è poi lo stesso Palazzi che, a pagina 61 della stessa Relazione, ammette che circostanze analoghe nel processo sportivo Calciopoli sono state considerate solo mere violazioni dell’art. 1 per cui, a suo parere, in un eventuale processo sportivo, l’organo giudicante dovrebbe decidere se avvalorare la sua tesi o confermare il criterio interpretativo già utilizzato in altre ipotesi dai giudici sportivi per giudicare casi analoghi. Cosa dire, l’opinione di Palazzi lascia il tempo che trova, ciò che conta è ciò che hanno deciso i giudici regolando situazioni analoghe e sulla base di questo criterio come ammette lo stesso Palazzi, ciò che ha fatto Facchetti entra sicuramente nella violazione dell’art. 1 CGS per via della cena in cui non chiede favori arbitrali ma arbitraggi equi e probabilmente vanno comunque considerate violazioni dell’art. 1 CGS, dando per buono l’assunto che anche i meri contatti di carattere amichevole ricadano in tale violazione, anche le telefonate di cui a questo capo teorico di imputazione ma non sono violazioni dell’art. 6 CGS. Facchetti non chiede favori arbitrali, non interferisce nella formazione delle griglie e non contatta gli arbitri sorteggiati o comunque designati. Perché la violazione dell’articolo 1 CGS divenga anche violazione dell’art. 6 CGS bisogna fare cose come indicare i nomi degli arbitri da inserire nella griglia e richiedere determinati assistenti non raccomandandosi genericamente di “sceglierli bene” ma indicando i nomi a chi è effettivamente in potere di designarli ossia ai designatori e ricevendo da questi l’assenso. Sono cose che Moratti e Facchetti non hanno mai  fatto ma che hanno fatto altri. Gli atti posti in essere da Moratti e Facchetti non costituiscono violazione dell’art. 6 CGS e di conseguenza non costituiscono reato di frode sportiva ed è per questo motivo che queste intercettazioni telefoniche sono state stralciate dal pool investigativo di “Calciopoli” e non sono state  trasmesse alla Giustizia Sportiva. Il pool di “Calciopoli” ha trasmesso esclusivamente le intercettazioni telefoniche sicuramente rilevanti dal punto di vista penale e non invece quelle rilevanti anche per il Codice di Giustizia Sportiva, codice che un PM non è assolutamente tenuto a conoscere esattamente come non è tenuto a conoscere, per esempio, il regolamento interno dei soci del Circolo della Vela.

 

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