Allora, come sempre salve a tutti, continuiamo la disamina della “Relazione Palazzi” per quanto riguarda i “misfatti” dell’Inter. Oggi analizzeremo il “grave reato” di Facchetti e Moratti che hanno osato fare il “regalino” a Bergamo. La prima telefonata che andremo ad analizzare è quella del 23/12/2004 ed è Bergamo a chiamare Facchetti e non viceversa, anche questa telefonata sta ovviamente su internet diffusa da quei simpaticoni di Ju29ro (se magari pubblicassero qualche telefonata compromettente di Moggi di tanto in tanto non ci dispiacerebbe ma per loro non ce ne sono di telefonate compromettenti del loro idolo) e quindi, volere o volare, l’abbiamo ascoltata tutti, riporto comunque il link https://youtu.be/tmOjdvNplMM . Cosa c’è di irregolare in questa telefonata? Niente, Bergamo chiama Facchetti per fargli gli auguri di Natale, non doveva? C’è violazione dell’art. 1 e 6 CGS? Che cosa avrebbe dovuto fare Facchetti? Chiudergli il telefono in faccia? A voler essere pignoli per mantenere una certa terzietà Bergamo non avrebbe mai dovuto chiamare Facchetti per fargli gli auguri di Natale, magari avrebbe dovuto inviare un telegramma di auguri a tutti i presidenti delle società di serie A e B ma lui lo chiama e Facchetti ovviamente tutto fa tranne che non rispondergli, che cosa avrebbe dovuto fare? Avrebbe dovuto dirgli “se mi chiami violi la terzietà che contraddistingue il tuo ruolo e sarò costretto a fare un esposto alla giustizia sportiva”? Se lo sarebbe inimicato, Facchetti pazzo non era, Bergamo lo chiama e Facchetti giustamente gli risponde e cerca di essere cordiale con lui come galateo vuole. Eppure per Palazzi che è l’accusa senza contraddittorio (sarebbe un po’ come i miei articoli senza i commenti e le critiche degli onnipresenti Francesco, Massimo, Felix e Claudio), ci sono degli elementi di illeicità nella telefonata. Andiamo quindi ad analizzarla, Facchetti gli dice di chiamare Moratti perché avrebbe un regalino da dargli. Mamma mia, chissà di cosa si tratta, una valigia di soldi? Quadri di Picasso? Oro, diamanti, preziosi, no, niente di tutto questo, si tratta della classica strenna natalizia. A riguardo si legge a pagina 63 della “Relazione Palazzi” che Moratti “conformemente a quanto riferito in proposito dallo stesso BERGAMO, ha dichiarato di non potere escludere che, essendo vicino il Natale, avessero”predisposto la consueta strenna natalizia”, potendo, comunque, escludere “che ove il regalo … , Fosse stato predisposto e/o consegnato che lo stesso fosse di valore rilevante o diverso dalla oggettistica che viene usualmente predisposta per le festività””. In altre parole si trattava del solito regalo patacca che tutti quanti noi abbiamo ricevuto almeno una volta a Natale dalle aziende per cui o dove lavoriamo e che puntualmente ricicliamo. Lo vogliamo considerare violazione dell’art. 6 CGS? Per me si può anche fare ma a questo punto, stante l’oggettiva sovrapposizione dell’art. 6 CGS con il reato di “Frode sportiva” di cui all’art.1 legge 401/89 dobbiamo considerare “Frode sportiva” anche i regali delle magliette che la Juve consegnò a De Santis dopo la partita Lecce Juve come dazione di danaro o altra utilità. Vorrei a riguardo ricordare che in quel capo di imputazione (il capo e) De Santis, secondo l’accusa, era reo di aver fatto giocare la partita sul campo bagnato e di aver ricevuto a fine gara molte magliette da parte della Juve. De Santis invece per quella partita fu assolto insieme agli altri imputati per quel capo di imputazione e sempre Ju29ro che pone l’accento nel video di cui sopra sul “regalino” di Moratti, sminuisce invece in questo video i regali delle magliette riguardanti quel capo di imputazione https://youtu.be/omMunN8eRdc . Almeno un po’ di coerenza. Pensare che un designatore arbitrale di Serie A e B o un arbitro internazionale possa essere corrotto con un po’ di magliette o un po’ di oggettistica varia è semplicemente ridicolo considerando gli introiti di cui godono. Torniamo a noi, il “regalino” era così importante e di così alto valore che Bergamo gli dice che forse starà a Milano “l’anno prossimo” ossia a gennaio 2005 e quindi magari passerà allora a ritirarlo, questo la dice lunga sul valore del “regalino” e sull’importanza che Bergamo, supponendo di che si tratti, gli da. Vai a vedere non lo ha neanche ritirato e se lo ha ritirato lo avrà subito riciclato. Per Palazzi, si legge a pagina 43 della Relazione, “ La telefonata in esame dimostra, in ogni caso, la consuetudine di rapporti fra Bergamo e Facchetti e il fatto che il regalo di cui si parla nella telefonata non fosse stato trasmesso con modalità ufficiali”, per carità, hai ragione, chissà quali erano le modalità ufficiali. È per questo che Facchetti e Moratti facevano le stesse cose di Moggi? Calciopoli me la sono studiata un po’, non mi risulta che verta sui regali di Natale trasmessi in modalità non ufficiale. Andiamo avanti, adesso viene il bello, Bergamo precisa che vorrebbe incontrare Moratti per parlare un po’ dell’andamento del campionato ” … , per fare così qualche riflessione insieme, … “, che “è una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a … a raddrizzare, perché insomma la squadra non merita mica la posizione che ha, se no guarda che i sacrifici vengono vanificati proprio”. Per carità, siamo d’accordo caro Palazzi, non sono cose belle da dire considerando il ruolo che ricopre Bergamo ma è Bergamo a dirle, Facchetti annuisce, dice qualche “eh” , qualche “mmm”, qualche “va bene” ma non dice frasi del genere: “ci vorrebbe qualche rigore in più” o peggio “mi servirebbe far avanzare il Milan  nelle ammonizioni per fare le diffide”, come disse Moggi su svizzera a Racalbuto. Poi parlano di tessere che probabilmente servono per entrare allo stadio di S. Siro quindi Facchetti, su richiesta di Bergamo,  gli da il numero di telefono di Moratti e si salutano. Che c’è di rilevante dal punto di vista penale per Facchetti in questa telefonata? Niente, Facchetti viene chiamato, giustamente non gli chiude il telefono in faccia perché Bergamo non dovrebbe chiamarlo, gli dice che gli deve dare il regalo di Natale (non è reato al più sarebbe violazione dell’art. 1 CGS per via della consegna in modalità non ufficiale ma è tutto da vedere), Bergamo gli dice che vorrebbe parlare con Moratti di cose di cui non dovrebbe parlare con Moratti ma è Bergamo a volerlo fare di sua iniziativa e non certo su pressione di Facchetti. Questa telefonata non è stata ritenuta giustamente rilevante dal punto di vista penale (da Auricchio o da Narducci non ha importanza) e quindi non è stata trasmessa agli organi di giustizia sportiva. Andiamo quindi a sentire la telefonata che fa poi sempre Bergamo a Moratti  ( qui il link https://youtu.be/txxqPyXx6eY ).  Di cosa parlano? Si fanno gli auguri di Natale poi parlano della situazione arbitrale e del fatto che quest’anno non gli sembra a Moratti che ci siano stati problemi particolari, delle antipatie e simpatie degli arbitri che a parere di Bergamo vanno tolte subito e poi Moratti gli chiede di poterlo incontrare e Bergamo di ciò è contento anche perché avrebbe una confidenza da fargli ma interrogato non ricorda che confidenza aveva da fargli. La richiesta di Moratti ad ogni modo era di pura cortesia in un contesto di auguri natalizi ma l’incontro poi non c’è mai stato (pagina 62 e 63 “Relazione Palazzi”). Ma non gli doveva dare quel famoso “regalino”? La cosa bella sapete qual è? Che sul link di Ju29ro riguardante la telefonata fra Facchetti e Bergamo fanno notare che Facchetti abbassa la voce quando parla del “regalino”, il dubbio mi sorge spontaneo, ma non è che Facchetti abbassa il tono della voce perché in cuor suo si rende conto di che schifo di regalo gli aveva fatto Moratti? Che gli ha regalato Moratti, la sveglia dell’Inter del valore commerciale di 10 € al mercato? Torniamo seri, cosa c’è di rilevante dal punto di vista penale in questa telefonata che il pool di Calciopoli avrebbe dovuto trasmettere senza indugio agli organi di Giustizia Sportiva? Niente, in quest’ultima telefonata non c’è niente, anche qui al più ci sarebbe violazione dell’art. 1 CGS perché, come scrive Palazzi nella sua Relazione a pagina 64, “rimane il contrasto obiettivo fra il contenuto delle telefonate in parola e i principi di terzietà , autonomia ed indipendenza del settore arbitrale, cui anche i dirigenti delle società devono, ovviamente, concorrere”. In altre parole cosa avrebbe dovuto fare Moratti una volta ricevuta la telefonata di Bergamo, signor Palazzi, ci spieghi, avrebbe dovuto chiudergli il telefono in faccia? Come avete potuto notare quest’ultimo link di quei simpaticoni di Ju29ro che pur di dimostrare in qualche modo che Moratti e Facchetti facevano anche peggio di Moggi, in effetti Moggi aveva la cortesia di usare le “svizzere” per non farci sentire quello che si diceva con arbitri e designatori, sarebbero disposti a qualunque peripezia, unisce insieme due telefonate che fra di loro non hanno molto in comune dato che avvengono a distanza di 15 giorni l’una dall’altra, l’altra sarà oggetto del capo di imputazione teorico Inter Sampdoria che tratteremo prossimamente. Buona giornata.

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