Allora, come sempre salve a tutti, continuiamo la nostra disamina sulla Relazione Palazzi con forse il più grave dei capi di imputazione teorici sotto molteplici aspetti (soprattutto per come è stato concepito) della “Relazione Palazzi” di cui, incredibile a dirsi, non ho trovato un solo link su You Tube postato dagli “amici” di Ju29ro. Prima di incominciare a parlare di questo capo di imputazione teorico, è bene ricordare alcuni passi del mio manuale di Procedura penale scritto dal grandissimo Professore Vincenzo Garofoli di cui ho avuto il piacere di seguire le sue lezioni e di sostenere l’esame di Procedura penale proprio all’indomani dello scoppio dello scandalo “Calciopoli”. Il suo manuale, “Istituzioni di diritto processuale penale”, si apre proprio con la spiegazione della differenza fra il “sistema processuale accusatorio” e il “sistema processuale inquisitorio”. Il “sistema processuale accusatorio” puro è quello in cui la prova si forma nel processo a seguito di dibattimento mediante il contraddittorio fra le parti di fronte ad un giudice terzo e imparziale mentre, il “sistema processuale inquisitorio” puro, è quello in cui il giudice raccoglie autonomamente tutti gli elementi sia a favore che contro l’imputato e si avvale anche di tutti i mezzi possibili (es. la carcerazione preventiva) per poter estorcere la prova regina, la confessione. Nella realtà dei fatti l’Illustrissimo Professore Garofoli affermava nel suo manuale che non esiste in nessuno stato un sistema processuale inquisitorio o accusatorio puro ma solo sistemi misti in cui sono presenti elementi sia dell’uno che dell’altro sistema. Anche nel nostro sistema processuale penale si riscontrano elementi tipici del processo inquisitorio frammisti ad elementi del processo accusatorio che, ringraziando il cielo, prevalgono. Un esempio di elemento inquisitorio presente nel nostro sistema processuale penale è il “principio di non dispersione della prova” per cui, nel caso in cui  “ vi sono elementi concreti per ritenere che il testimone è stato sottoposto a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità, affinché non deponga ovvero deponga il falso, le dichiarazioni contenute nel fascicolo del pubblico ministero precedentemente rese dal testimone sono acquisite al fascicolo del dibattimento” senza che siano sottoposte al vaglio del contraddittorio (art. 500, comma 4, C.p.p.).  Alle volte mi domando: “chissà cosa penserebbe il mio caro professor Garofoli della Relazione Palazzi”, un esempio concreto di processo inquisitorio puro in cui si sono raccolte delle prove ai danni di un defunto senza contraddittorio. È proprio questa caratteristica che ha costituito il motivo principale per cui per anni mi sono rifiutato di commentare questa “Relazione” ma, date le pressioni perenni da parte dei lettori juventini del mio blog, alla fine mi sono visto costretto ad analizzarla. Fatta questa dovuta premessa andiamo ad analizzare il capo di imputazione teorica Siena Inter. La prima telefonata è del 11.12.2004. è  Mazzei a chiamare Facchetti,  i due parlano di un possibile incontro per l’indomani e si accordano sulle modalità di ritiro da parte di Mazzei di due biglietti per lo stadio. Fin qui non c’è niente di rilevante dal punto di vista penale, i piccoli omaggi, oggettistica, gadget, magliette o biglietti per lo stadio sono tollerati dal nostro sistema sia penale che sportivo ma di questo parleremo meglio e approfonditamente nel prossimo articolo. Di quali biglietti parlano o meglio di quale partita? Il 12/12/2004 si svolse la partita Siena Inter terminata 2-2 (qui il link https://youtu.be/BxUOf8vgpIM ) ed è quindi molto probabile che si riferissero a quella partita. La seconda telefonata è appunto del giorno dopo. È sempre Mazzei  a chiamare Facchetti. Facchetti e Mazzei riprendono il discorso, affrontato il giorno prima, di un loro incontro e dei biglietti. Facchetti indica un orario in cui possono vedersi: “Ah, allora ci vediamo verso che ora? Alle undici?”, ma Mazzei gli risponde  che gli manderà a prendere i biglietti “l’avvocato Borrello, che è della procura arbitrale”, perché “tanto i biglietti li piglia lui”, mentre loro due parleranno “con calma allo stadio”, perché li dove sta Facchetti “ci son giornalisti, fotografi” . Facchetti aggiunge che vuole regalargli subito una maglia (dell’lnter) promettendogli di fargli avere “anche le altre”, Mazzei dice che la maglia “me la lasci all’albergo a nome mio, non darla in mano all’avvocato Borrello”. Mi sa che Mazzei di Borrello non tanto si fidava. Il discorso prosegue sugli assistenti della gara dell’lnter Consolo e Niccolai. Mazzei dopo aver detto che sono bravi aggiunge “poi oggi all’una li vado a salutare e li vedo io ok?”. Si legge a pagina 53 della “Relazione Palazzi” che “Sul significato di tale frase, obiettivamente non equivoca, il Mazzei non ha fornito una giustificazione alternativa credibile e convincente”. Che cosa vuole dire Palazzi con questa affermazione? Che la partita è stata alterata su sua imbeccata? Premettendo che nella “Relazione” non sono citate frasi di Facchetti compromettenti ed è quindi probabile che gli abbia semplicemente chiesto se siano adeguati ad un incontro di serie A; premettendo che in altre circostanze (si veda deposizione Babini) Pairetto era presente insieme alla sua famiglia allo stadio nelle partite di Champions della Juve, che il tutto è risultato irrilevante dal punto di vista penale e quando l’ho fatto notare nel mio articolo sul capo f, Francesco Toscano, juventino DOC, mi ha quasi rimproverato scrivendo in un suo commento:  “Eddai, Rug, ci andava perché aveva un incarico ufficiale e nel frattempo si portava dietro la famiglia, non vedo che cosa cambi questo, doveva andarci da solo?”, ricordando che i piccoli omaggi alla classe arbitrale come biglietti, gadget, maglie  erano consentiti (si legga a riguardo circolare 7)  e che il tutto è risultato irrilevante dal punto di vista sia penale che sportivo in capi di imputazione in cui era coinvolta la Juventus ma di questo parleremo abbondantemente nel prossimo articolo, no, così, a capire, Egregio Signor Palazzi che cosa ti ha detto Mazzei che non ti ha convinto? Dato che non c’è scritto nella tua Relazione che ringraziando il cielo non ha prodotto effetti disciplinari ma sicuramente effetti mediatici, ce lo potresti spiegare? E Consolo e Niccolai li hai interrogati? No? Ma un capo di imputazione portato in questa maniera in un processo penale, secondo lei, reggerebbe? Secondo il Sommo Giudice Inquisitore Palazzi che ha raccolto le prove e emesso la sentenza (volutamente minuscolo) si legge, a pagina 59, che l’Inter ha fatto pressione sui vertici arbitrali al fine di accaparrarsi favori arbitrali regalando gadget, magliette, biglietti, tessere per lo stadio e oggettistica varia, io ci terrei solo a far notare che anche il PM Narducci ha tentato di sostenere una tesi del genere contro Moggi per la partita Lecce Juve e tale capo di imputazione, il capo e) per l’esattezza, si è risolto in una assoluzione di tutti gli imputati ma di questo parleremo meglio nel prossimo articolo.  Secondo i miei lettori di fede juventina nei confronti di Facchetti sono troppo garantista. La mia risposta è si, perché non dovrei esserlo, c’è stato un processo con sentenze definitive a carico di Facchetti in cui ha avuto la possibilità di difendersi? Buona giornata.

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