Dopo lunghe ed insistenti discussioni sulle varie piattaforme virtuali (blog, forum, social e chi più ne ha più ne metta) credo che sia giunto il momento di esprimere una mia opinione sul “Parere dei tre saggi”, quello che, per intenderci, ha assegnato all’Inter lo scudetto del 2006 e sulla base del quale la Juve ne ha richiesto poi la revoca. Per esprimerne un parere degno di tal nome è ovvio che la prima cosa che bisogna fare è leggerlo: http://download.ju29ro.com/sentenze/parere_scudetto_3saggi.pdf . Cominciamo ad analizzarlo, i primi due punti non fanno altro che rilevare che l’assegnazione dello scudetto è materia della Federazione ed è assolutamente inutile andare a guardare ciò che dice la FIFA o la UEFA che è assolutamente carente per quanto riguarda la normativa sulla assegnazione dello scudetto. La normativa interna invece prevede all’art. 49 delle Norme organizzative interne federali (NOIF), che la squadra prima classificata in serie A è proclamata automaticamente campione d’Italia (punti 4 e 5) a prescindere dal fatto che la classifica rispecchi i risultati “sul campo” o sia frutto di penalizzazioni (punto 12), senza il bisogno di un qualsiasi atto formale (punto 7). Il primo atto federale che di fatto individua la squadra campione d’Italia è la comunicazione che la FIGC invia alla UEFA delle squadre aventi titolo a partecipare alle competizioni di Champions e di Europa League senza la necessità di fornire il nome della squadra campione che si desume semplicemente dall’ordine delle squadre presenti nella lista (punto 8). L’art. 13 dell’allora vigente CGS elenca le possibili sanzioni per le società trovate responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile, prevedendo alla lett. i), la non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale (punto 6). Assegnare il titolo di vincente del campionato è quindi cosa ben diversa da assegnare il titolo di campione d’Italia, ogni categoria infatti decreta una vincente del proprio campionato e si può comunque essere vincenti anche del campionato di serie A senza risultare campioni d’Italia esattamente come si può perdere il titolo di campione d’Italia senza subire ulteriori penalizzazioni risultando comunque primi in classifica (punto 13 e 14). Se invece si subiscono penalizzazioni, la classifica viene necessariamente stravolta (punto 15) con assegnazione automatica del titolo di Campione d’Italia alla squadra che, in seguito agli stravolgimenti della classifica, risulta prima (punto 19 e 21) salvo comunque il potere discrezionale della Federazione di rendere il titolo vacante se, esattamente come è successo nella stagione 1926/27, ci siano validi motivi per ritenere che l’intero campionato sia falsato (punto 20). È proprio nel campionato 1926/27 che possiamo rinvenire l’unico precedente nella storia della FIGC di revoca del titolo di campione d Italia a seguito di una sanzione disciplinare inflitta alla squadra prima classificata. In quel caso al Torino venne revocato il titolo senza che lo stesso venisse assegnato alla seconda e senza che il Torino subisse ulteriori penalizzazioni in classifica. Stando alle fonti dell’epoca, il Presidente della FIGC motivò la non assegnazione del titolo di campione d’Italia alla seconda classificata (il Bologna) con la seguente dichiarazione:  “il risultato dell’inchiesta è tale che ho riportato l’impressione precisa che talune partite di campionato abbiano falsato l’esito del campionato stesso” (punto 9). Dal tenore letterale della relazione dei tre saggi si evince quindi chiaramente che la scelta di rendere il titolo vacante era una opzione discrezionale che la Federazione avrebbe potuto esercitare in quello stesso momento in cui revocava lo scudetto alla Juve esattamente come ha fatto nella stagione 1926/27 e non certo a distanza di 5 anni ossia quando è uscita la Relazione Palazzi. Se fossero state presenti anche le intercettazioni nascoste, tutte quelle del Milan, quelle dell’Inter e quelle del Livorno per dirne alcune, è probabile che la Federazione avrebbe potuto optare per la non assegnazione ma è assolutamente illegittimo ritornare ora su una scelta che la Federazione ha fatto in assoluta buona fede. Se la FIGC avesse ritenuto in altre parole che tutto il campionato fosse falsato avrebbe potuto esercitare all’epoca questo potere discrezionale di non assegnazione dello scudetto ma non a distanza di cinque anni e peggio che mai ora quando il tutto è oramai coperto da prescrizione. Pretendere adesso che la FIGC eserciti questo potere discrezionale è assolutamente fuori luogo. Quello che noi ora ci dobbiamo chiedere è quindi che valore ha la Relazione Palazzi, che senso ha difendere il proprio imputato incolpando altri di presunti illeciti, possibile che non c’erano altre vie per tentare di difendere Moggi? Se io commetto un furto, mi posso difendere in tribunale dimostrando che non sono l’unico a rubare? Che valore ha una difesa del genere? Questa politica difensiva era più funzionale a Moggi o alla Juve per richiedere la revoca dello scudetto all’Inter? La Juve ha cercato sin da subito in sede penale di essere estromessa dal processo dopodiché a loro dire, i legali della Juve non hanno avuto più alcun rapporto con i legali di Moggi, sarà vera questa cosa? Sono queste le domande che ci dobbiamo fare, incominciando proprio dalla prima: “si poteva difendere Moggi senza incolpare altri oltretutto defunti? C’erano altre vie?”. Sarà proprio di questo che discuteremo nei miei prossimi articoli e comunque sulla mia pagina.

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