Bene, siamo giunti all’epilogo? Direi proprio di no, ci aspettano come minimo, perché l’intenzione è quella da parte dei vertici societari della Juve, altri 10 anni di sentenze fra ricorso al Consiglio di Stato (l’appello del TAR), Cassazione e ricorsi alla Corte di Giustizia Europea senza poi dimenticare le varie azioni civili di risarcimento danni intentate da Brescia, Lecce, Atalanta e Bologna aspettando anche quella della FIGC. Ad ogni modo martedì 6 settembre è successo qualcosa di molto importante: il TAR ha respinto il ricorso per disparità di trattamento con relativa astronomica richiesta di danni pari a 443 mln di € da parte della Juve. Ho trovato facilmente le motivazioni, me le hanno date gli stessi juventini indignati di questa sentenza, le ho già pubblicate e le ho già lette oltre che averle copiate e incollate su word per il gusto di vedere quante pagine occuperebbero. Ebbene sono 19 pagine per dire cose che avevo già anticipato io nei miei precedenti articoli, in particolar modo in questo: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=661947307287747&id=572120712937074 . Credo che sia comunque giusto e doveroso ribadirle anche per un sacrosanto gusto di autocompiacimento che non guasta dato che sono anni che rido di gusto e non mi sono mai fatto problemi a scriverlo anche sulle pagine juventine, di questo ricorso al TAR che era da loro dipinto come “oscuro e minaccioso pendente sulla testa della FIGC come una spada di Damocle”. No, era semplicemente ridicolo e il tempo che è sempre galantuomo mi ha dato ragione. La sentenza del TAR che ha respinto il ricorso della Juve si fonda sostanzialmente su tre motivi, il primo è che, come ho sempre sostenuto, la Juventus non è nessuno per poter andare dalla FIGC a dire a loro cosa deve fare, lo scudetto è della FIGC, essa lo assegna generalmente alla prima classificata ma, se ci sono dei validi motivi, può revocarlo e assegnarlo a chi gli pare e gli piace e se poi si scopre che magari ha sbagliato può anche decidere di revocarlo una seconda volta esattamente come può anche decidere di non fare niente. Nessuno può andare a dire alla FIGC cosa deve fare e la FIGC non deve dare giustificazioni a nessuno delle sue scelte. La Juve al più può sollecitare ma la FIGC può anche decidere di non attivarsi e non deve darne giustificazione. Sarebbe come se un domani qualcuno andasse dalla FIGC a dire che deve fare la causa civile contro Moggi e consoci e magari anche contro la Juve per avere un risarcimento danni dai fatti di “Calciopoli”, la FIGC può decidere di farla come di non farla e in entrambi i casi non deve dare giustificazioni a nessuno. Per il momento va detto che la FIGC ha già ottenuto un risarcimento per danno di immagine tramite una causa intentata presso la Corte dei Conti nei confronti di alcuni consociati, è una sentenza non priva di sofisticati tecnicismi e di non facile comprensione di cui non mi dispiacerebbe parlare nei miei prossimi articoli. Il secondo motivo su cui si fonda la sentenza, invece, è che il TAR, riconoscendo totale autonomia alla Giustizia Sportiva, ha sottolineato che già il Consiglio Federale aveva respinto la richiesta della Juve di revoca dello scudetto all’Inter con delibera del 18/7/2011 considerandola invasiva delle mansioni attribuite alla Giustizia Sportiva che aveva già considerato i motivi per cui lo scudetto andrebbe revocato all’Inter coprendoli con la prescrizione. Inoltre, e questo è stato sottolineato dal TAR, la Juve è “priva  di una posizione individuale qualificata rispetto al potere di cui si invoca l’esercizio”. Che significa? Significa quello che ho sempre sostenuto in un mare di altri articoli, significa che se Moggi fosse stato assolto perché il fatto non sussiste ossia non è vero che Moggi abbia mai chiamato o non si sia mai incontrato con Bergamo e Pairetto per decidere insieme a loro chi dovessero essere gli arbitri da inserire in prima fascia, allora si, la Juve avrebbe avuto tutti i diritti di questo mondo per poter chiedere la revoca dello scudetto all’Inter, la riassegnazione dello scudetto alla Juve e pure il risarcimento dei danni ma, dato che così non è andata, la Juve non ha alcun diritto a riguardo. Il TAR, inoltre, non ha mancato di sottolineare che il ricorso al TNAS avverso la sentenza del Consiglio Federale non è vero che si sia semplicemente concluso in una dichiarazione di mera incompetenza ma, molto più semplicemente, il TNAS ha rigettato la richiesta perché la revoca dello scudetto non può essere oggetto di un arbitrato. Alla stessa maniera si è espresso poi il collegio istituito dal Presidente del TNAS in composizione monocratica a cui ha devoluto la controversia. Che significa questo? Che, come ho già avuto modo di dire in più circostanze, per togliere lo scudetto all’Inter ci vuole un processo sportivo di fronte agli organi della Giustizia Sportiva e non un arbitrato, processo che non si può più fare perché il tutto è coperto da prescrizione alla quale nessuno vuole rinunciare. Il punto di domanda, la questione giuridica, non è quindi se sia giusto o no che lo scudetto del 2006 rimanga all’Inter ma: “chi può togliere lo scudetto all’Inter?”. La risposta è una e una sola: nessuno. Ad ogni modo, a tale sentenza o meglio a tale lodo arbitrale, è stato proposto appello di fronte alla Corte di Appello di Roma, il processo è giunto oramai alla precisazione delle conclusioni e quindi è prossimo alla sentenza. Qualcosa mi dice che questa sentenza non sarà molto diversa dalle altre di “Calciopoli”. Il terzo motivo, invece, francamente non lo avevo previsto. Il TAR ha rilevato che la Juve aveva già fatto ricorso al TAR nel 2006, ricorso che poi ritirò accettando la devoluzione della controversia alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato dello Sport del CONI. In quell’arbitrato, come ben sappiamo, fu confermata la sanzione disciplinare della revoca del titolo e della retrocessione in serie B, furono ridotti da 15 a 9 i punti di penalizzazione da scontare nel torneo cadetto e fu sostituita la squalifica del campo per tre turni con la devoluzione dell’incasso delle prime tre giornate a favore della FIGC. Tale pronuncia non è mai stata impugnata e, a parere del TAR, coprirebbe il dedotto e il deducibile rendendo inammissibile il ricorso. Per intenderci, sarebbe come se Moggi proponesse un nuovo ricorso in Cassazione avverso le sentenze di Calciopoli, il ricorso sarebbe inammissibile perché già esperito oltre che fuori termine. Il tutto francamente non mi trova d’accordo, il ricorso al TAR poi ritirato e la successiva devoluzione all’arbitrato sportivo riguardavano esclusivamente la penalizzazione della Juve e niente avevano a che fare con la presunta disparità di trattamento rispetto all’Inter anche perché, all’epoca dei fatti, delle telefonate di Facchetti non si sapeva niente. Si tratterebbe quindi di due ricorsi diversi e quindi non assimilabili. Pur volendo escludere quindi il terzo motivo che rende il ricorso della Juve al TAR inammissibile, rimangono comunque gli altri due che lo rendono comunque infondato oltre che inammissibile. A riprova di ciò, nelle motivazioni del TAR si legge appunto che la Juve non ha “interesse” a chiedere che lo scudetto venga revocato all’Inter  perché non ne avrebbe alcun vantaggio. Cosa cambia nelle tasche della Juve se lo scudetto del 2006 sia assegnato alla società nero azzurra o a Pinco Pallino? Di certo non è suo e l’ho detto e scritto un migliaio di volte, basta rileggersi i miei articoli precedenti. La Federazione lo scudetto lo può dare a chi gli pare e gli piace e non è certo competenza della Juve intromettersi in questi affari come non era competenza di Moggi discutere di griglie con i designatori arbitrali. Si vede che da quelle parti intrufolarsi in affari altrui per ampliare il proprio potere è consuetudine. La Juve dunque non ha interesse a chiedere che lo scudetto sia revocato all’Inter. Che significa mancanza di interesse? L’ho detto un migliaio di volte e lo ripeterò per l’ennesima volta, io non posso fare causa a Caio perché tratta male Sempronio sul posto di lavoro, è Sempronio che gli deve fare causa, io non ho interesse nella causa. Alla stessa maniera la Juve non può andare a dire alla Federazione che deve togliere lo scudetto all’Inter perché su quello scudetto non ha alcun interesse dato che di certo non è suo e le sentenze successive al 2006, come oltretutto rilevato dal TAR, lo dimostrano ampiamente. Sono tutte cose che ho ripetuto centinaia di volte e spero di non tornarci più. Concludendo il discorso sulle motivazioni, per il TAR non c’è stato nessun illecito da parte della Federazione, non c’è stato illecito quando nel 2006, con il materiale probatorio a disposizione, la Giustizia Sportiva ha revocato due scudetti alla Juve e l’ha retrocessa in serie B e non c’è stato nessun illecito quando è stato respinto il ricorso al TNAS esperito dalla Juve stessa. In altre parole, CALCIOPOLI È GIUSTA, CORRETTA E SACROSANTA, VI HANNO TOLTO DUE SCUDETTI, VI HANNO MANDATO IN SERIE B, HANNO FATTO BENE. Va in ultimo rilevato che la FIGC ha eccepito in via preliminare di fronte al TAR la violazione della clausola compromissoria perché non sono stati esperiti tutti i gradi della Giustizia Sportiva prima di poter adire alla Giustizia Ordinaria. Cercheremo di capire in seguito a quale altro organo di Giustizia Sportiva secondo la FIGC la Juve avrebbe dovuto rivolgersi prima di poter ricorrere al TAR, per il momento ci limitiamo a rilevare che, dopo la soppressione della Camera di Conciliazione ed Arbitrato per lo Sport del CONI, sono stati istituiti  il TNAS e l’Alta Corte di Giustizia Sportiva che hanno però funzioni differenti. Forse la FIGC avrebbe preferito che la Juve si rivolgesse prima a quest’ultima oppure, preventivamente, al TAS di Losanna?  Ne parleremo. Qualora comunque la tesi della FIGC dovesse essere confermata dagli Organi di Giustizia Sportiva, ai sensi dell’art. 15 del CGS, la Juve rischierebbe una penalizzazione di minimo 3 punti e una ammenda fra i 20.000 e i 50.000 €. Tutto sommato poca cosa.

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