Caro juventino rancoroso, come stai? È stato un duro anno sportivo per te vero? Non parlo ovviamente del campionato ma di quello che tu vivi al di fuori del campionato dove ancora non ti vuoi rassegnare di fronte alle innumerevoli sentenze contrarie di Calciopoli. Eppure la stagione sportivo – giuridica era incominciata bene, con l’assoluzione di Moggi in primo grado dalla querela di Facchetti junior per diffamazione poi, sempre a settembre, sono uscite le motivazioni della Cassazione sulla base delle quali speravi di poter trovare gli appigli giusti, chissà quali poi, per poter avviare la revisione del processo sportivo. Intanto Ju29ro, che per te ha rappresentato per anni un punto di riferimento, ha chiuso i battenti con questo articolo http://www.ju29ro.com/contro-informazione/6065-ad-impossibilia-nemo-tenetur con cui annunciava la fine della loro avventura salvo poi rimangiarsi tutto e pubblicare comunque qualche altro articolo dopo. Però è interessante leggere questo articolo, soprattutto è interessante un passo: “La stessa Juventus, senza gli elementi emersi anche grazie al nostro lavoro, non potrebbe accampare alcuna pretesa di risarcimento e di revisione”. Su entrambe le pretese mi sono già espresso, in particolar modo per quanto riguarda il ricorso al Tar penso che sia sufficiente rileggersi il mio precedente articolo, stendiamo un velo pietoso poi sulla pretesa di revisione del processo sportivo e stendiamo un velo pietoso sull’altra pagina, si sto parlando di Giù le mani, la quale ha incominciato a settembre un countdown per contare appunto i giorni che mancavano alla scadenza dei termini (30 giorni) per poter esperire l’azione di richiesta di revisione. Termini che ovviamente sono scaduti senza nessuna azione da parte della società bianconera. Addirittura questa associazione che altro non è che una associazione di piccoli azionisti della Juve ha posto, tramite il suo rappresentante Giuseppe Belviso, all’assemblea degli azionisti la domanda:”alcuni anni fa, quando probabilmente GiùlemanidallaJuve  era ancora percepita come soggetto con una sua utilità, il Presidente Agnelli non mancò di ribadirmi, in più occasioni, che saremmo giunti alla restituzione dei due scudetti. Dopo quasi dieci anni siamo ancora in paziente attesa”. Il link della domanda sta qui, ancora pensate che racconto frottole:  www.facebook.com/glmdj/photos/a.10150269688346532.378144.52604566531/10153723844876532/?type=3&theater . Mi risulta, se non ricordo male anche perché non riesco a trovare un link a conferma dei miei ricordi, che la risposta sia stata che mancassero i presupposti per poter esperire l’azione di revisione e lo credo bene. Per quel che mi riguarda l’associazione GiùlemanidallaJuve e compagnia cantante a seguito, possono aspettare altri 20 anni e mettere in mezzo tutte le prove che incolpano gli altri, l’art. 39 CGS a riguardo parla chiaro, il comma due per l’esattezza dice espressamente:  “La Corte federale di appello può disporre la revisione nei confronti di decisioni irrevocabili se, dopo la decisione di condanna, sopravvengono o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il sanzionato doveva essere prosciolto oppure in caso di inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile, od in caso di acclarata falsità in atti o in giudizio”. La “Relazione Palazzi” pur a volergli dare tutto il valore possibile, non dimostra che l’imputato doveva essere prosciolto, dimostra che c’erano anche altre persone e non c’era l’esclusività dei rapporti ma non che Moggi è innocente, quindi caro Belviso e tutti i tuoi seguaci di Giùlemani, potete aspettare altri 50 anni, fino a quando non ci saranno prove che diranno che Moggi è innocente e deve essere assolto “perché il fatto non sussiste”, voi gli scudetti indietro non li riavrete mai. Ci tengo a mettere in chiaro questo concetto:”perché il fatto non sussiste”. Ci sono tante formule di assoluzione una può essere per esempio “perché il fatto non costituisce reato” ma il fatto può anche non costituire reato ma, nel nostro caso, può sempre costituire illecito sportivo. La Juve poteva avviare una azione di revisione del processo sportivo per riavere i due scudetti indietro solo nel caso in cui Moggi fosse stato assolto “perché il fatto non sussiste”, ossia: non è vero che Moggi abbia mai grigliato al telefono con Bergamo, non è vero che Moggi abbia mai distribuito schede svizzere agli arbitri e così via, cosa che mai è successa e mai succederà. Qualche giorno fa ho avuto il piacere e l’onore di discutere su Twitter con una persona che è fiera di aver fatto parte del gruppo di Ju29ro, il quale, sebbene abbia seguito personalmente il processo, non ha capito comunque dove fosse il reato, te lo spiego io dov’è il reato. Ti farò un esempio pratico, prendiamo l’intercettazione telefonica fra Girotto, un collaboratore della Juventus, e Moggi che troviamo al capo O) (Cagliari Juve) per l’esattezza questa è la telefonata numero 10966 del 5/1/05 ore 9,47, ad un certo punto suona un altro telefono di Moggi, è un telefono non intercettato perché su scheda svizzera. Apro una parentesi riguardo alle schede svizzere. Vorrei solamente esprimere alcuni concetti: ci sono, non ti preoccupare, ci sono, non vennero intercettate perché si scoprirono alla fine quando le notizie erano sui giornali ed è per questo che il De Cillis si presentò ai carabinieri di Como ma ci sono, si può dire che il lavoro artigianale di Di Laroni per ricostruirne la provenienza e i contatti sia impreciso ma ci sono e se proprio ci tenevate così tanto affinché fosse utilizzato un software certificato per ricostruire i contatti poteva chiedere la difesa di poterli analizzare in quella maniera, i consulenti tecnici esistono per quello esattamente come Fabiano Mariani si è avvalso della consulenza tecnica dell’ingegner De Falco per cercare di sconfessare il valore del lavoro di Di Laroni alla stessa maniera lo stesso De Falco o un altro Consulente Tecnico assunto dalla difesa Moggi si poteva far dare i faldoni analizzati manualmente da Di Laroni e esaminarli usando tutti i software che volevano, non lo fanno, perché? Perché hanno la coda di paglia ed è inutile continuare. Il lavoro di Di Laroni non sarà sicuramente attendibile al 100% ma una cosa è certa, i contatti sia pure imprecisi ci sono ed è proprio uno di questi contatti che andremo ad analizzare per capire lo schifo che è emerso in calciopoli. Come appunto stavo dicendo, Moggi è al telefono, arriva un’altra telefonata da una scheda svizzera e lui lascia il telefono aperto e comincia a colloquiare con un altro interlocutore che sarà poi identificato nella persona dell’arbitro Racalbuto, non si sente ovviamente cosa dica l’altro interlocutore ma si sente ciò che dice Moggi che, per quel che mi riguarda, basta, avanza ed esce pure il resto:   “Pronto!… come ti senti, oh?… mi sa che domenica hanno paura a farti uscire!… eh, perché gli hai detto che avevi la febbre alta… te ora rassicurali, poi vedo un pochino io, eh… se non ti senti bene, è meglio per quest’altra a Cagliari, eh… e allora lascia perdere… sta a sentire, detto inter nos… inter nos… domenica giochiamo con il Livorno e non ti devi impelagare a… eh, è vero, eh? ma che procuratore, ma che procuratore c’hai?… dì la verità… mannaggia ragazzi… sì, però sentiamoci in questi giorni… vabbè, non ti fai sentire più… lo so, ho visto, ho visto… non c’è dubbio… te gli dici… gli dici a loro che ora stai discretamente, però sei debole… e allora è meglio evitare domenica e la prossima… questo però diglielo domani… no, no, la Coppa Italia, ma che cazzo te ne frega della Coppa Italia?… vai tranquillo… e fatti sentire domani, poi… li chiami tutti e due, eh… mi raccomando… bisogna usarle la… che questo, se Paolo… lascia perdere, vai, è un imbecille e… ma lo sai? … ma… ma lo sai che ha fatto a Messina… a Messina – Atalanta? … l’Atlanta… Morganti gli ha telefonato, fai, fai, fai la partita, poi dopo gli ha ritelefonato, sospendi la partita, il giorno dopo ha trovato tutte le critiche sul giornale, sul giornale… praticamente contro la decisione di Morganti, è andato ad Arezzo dal presidente dell’Arezzo, da Paolo Bertini, gli ha detto: ha fatto una grande stronzata… no, per… mica qui, ieri l’altro lo chiamo, è prima griglia, e… uno, due, tre, quattro, Morganti… allora sei scemo? Morganti si deve sta’ a casa, Morganti si deve stare a casa dopo il casino che ha combinato, Morganti si piglia e si mette a casa e non rompe i coglioni, voglio dire, allora questo qui… e lui evidentemente lo utilizza, infatti Morganti andò da lui, Morganti… Morganti non ha capito un cazzo (ride) … non ha capito come funziona la… no, io non ho mai avuto grande dialogo, era nostro amico… apposta, poi è cretino perché telefona davanti agli assistenti (ride)… o no? … ma il colmo è che… il colmo è che Paolo gestisce… aspetta un attimo… comunque, ascolta, adesso dobbiamo stare a quello che… no, vedi un po’ (ride)… infatti, vedi, se davo retta a lui, Morganti andava in prima griglia, gliela do io la prima griglia, gliela do io la prima griglia… a chi? … no, non la deve fare, no, no… sì, sì, sì, non la deve fare, ora vediamo le partite di domani, poi decidiamo… senti, e allora ci si risente domani… ciao bello”. Cerchiamo di capire il significato di questa intercettazione facendo particolare attenzione alle frasi che ho evidenziato, “è meglio per quest’altra a Cagliari”, infatti Racalbuto andrà ad arbitrare la partita Cagliari Juve però il sorteggio non era pilotato, diciamo che non si sono raggiunte le prove per poterlo affermare ma qualcosa mi dice che qualche sorteggio sono riusciti ad alterarlo, quale ovviamente non lo so, non ci sono le prove per poterlo affermare “al di la di ogni ragionevole dubbio” e nel processo penale, quando non ci sono le prove, per il principio del “in dubbio pro reo”, si assolve e quando non ci sono prove per poter affermare che fra le due fattispecie possibili è certamente sussistente la fattispecie più grave si è sempre nella fattispecie meno grave. Cerchiamo di chiarire al meglio questo concetto. Due opzioni possibili:
1) Sorteggio alterato

2) Sorteggio non alterato

Domanda: “ci sono prove per poter affermare al di la di ogni ragionevole dubbio che il sorteggio è alterato?”
Risposta: “no”.
Soluzione: “il sorteggio non è alterato”.
Continuiamo: “domenica giochiamo con il Livorno e non ti devi impelagare a… eh”, che significa questa frase? Potrebbe significare che domenica giochiamo con il Livorno in casa, è facile, non è il caso che vieni tu a……. [aiutarci?]. Potrebbe, per la cronaca la partita Cagliari Juve è finita 1-1 con il gol della Juve segnato in evidente fuorigioco e Racalbuto per questa partita è stato condannato insieme a Moggi e la sua condanna è stata coperta da prescrizione, il video della partita sta qui: www.youtube.com/watch?v=tFgiS1Ti9oI . Andiamo avanti, altre frasi simpatiche: “… ma lo sai che ha fatto a Messina… a Messina – Atalanta? … l’Atlanta… Morganti gli ha telefonato, fai, fai, fai la partita, poi dopo gli ha ritelefonato, sospendi la partita […]  ieri l’altro lo chiamo, è prima griglia […]allora sei scemo? Morganti si deve sta’ a casa, Morganti si deve stare a casa dopo il casino che ha combinato, Morganti si piglia e si mette a casa e non rompe i coglioni, voglio dire […]… Morganti non ha capito un cazzo … non ha capito come funziona […]Morganti andava in prima griglia, gliela do io la prima griglia, gliela do io la prima griglia… a chi? … no, non la deve fare, no, no… sì, sì, sì, non la deve fare, ora vediamo le partite di domani, poi decidiamo… senti, e allora ci si risente domani… ciao bello”. Cerchiamo di capire meglio che significano queste frasi, Morganti è l’arbitro di Messina Atalanta, il Messina, che era una squadra in cui Moggi aveva degli interessi dato che in quella squadra c’erano giocatori della GEA e giocatori in prestito dalla Juve, stava vincendo e Morganti sospese la partita per pioggia impedendo quindi al Messina di conseguire la vittoria, ciò nonostante Paolo [Bergamo] lo mette in prima fascia ossia ad arbitrare le partite più importanti dove l’arbitro guadagna di più per intenderci ma Moggi glielo impedisce perché “Morganti non ha capito un cazzo … non ha capito come funziona”. Come funziona? Che alle squadre in cui Moggi ha interessi non si mettono i bastoni fra le ruote perché altrimenti non si va in prima fascia. Ma questo chi lo ha detto? Lo ha detto Moggi stesso a chiare lettere in una intervista alla Iene nel dicembre del 2015 di cui il testo completo sta qui  http://www.calciomercato.com/news/moggi-tifavo-inter-poi-ho-conosciuto-moratti-ho-sbagliato-ad-and-144368 , a noi interessa un passaggio ben preciso:
Iene: Esiste la sudditanza psicologica degli arbitri verso le grandi squadre?
Moggi: Sì.
Iene: Spiegacela.
Moggi: Gli arbitri hanno una testa particolare, quella di diventare internazionali. Per diventare internazionali bisogna fare le migliori squadre. Per fare le migliori squadre bisogna essere accettati.

Infatti Moggi si comportava con Bergamo e Pairetto sostanzialmente da terzo designatore e gli arbitri quando andavano ad arbitrare la Juve andavano ad arbitrare la squadra del loro terzo designatore con buona pace della terzietà e imparzialità di cui qualunque giudice perché l’arbitro è un giudice di gara, deve essere munito. Ecco perché la famosa “sudditanza psicologica” nei confronti della Juve in quel periodo. Ed è questo il reato, la messa in pericolo della terzietà e imparzialità del mondo arbitrale. Vuoi che gli arbitri non sapessero o comunque non avessero il sospetto che quando andavano ad arbitrare la Juve andavano ad arbitrare sostanzialmente una squadra di cui il dirigente Moggi aveva molta voce in capitolo per quanto riguarda la formazione delle griglie? Certo che avevano come minimo il sospetto e sai chi ce lo conferma? Proprio Morganti nell’udienza del 13/11/09 in cui ribadì ciò che aveva già detto in sede di sommarie informazioni riguardo il suo sospetto, la sua considerazione personale, che la designazione degli arbitri non avveniva sulla base dei meriti ma sulla base dei desideri delle squadre più importanti. Non ci credi? Sta qui l’udienza, puoi sentirtela http://www.radioradicale.it/scheda/291691/processo-a-luciano-moggi-ed-altri-calciopoli .  Assolutamente inutile che mi chiedi quindi quando Moggi abbia pagato un arbitro, quando Moggi abbia chiesto ad un arbitro di farlo vincere, ci sono tanti modi per alterare una partita, non è necessario pagare un arbitro. Questo ha sentenziato la sentenza, che c’era la messa in pericolo della terzietà e imparzialità del mondo arbitrale, ma gli arbitri sono stati tutti assolti, assolutamente non vero, ce ne sono due che sono stati condannati uno è appunto De Santis e l’altro è proprio Racalbuto che chissà perché molti di voi se lo scordano. Racalbuto non è stato assolto, Racalbuto si è avvalso della prescrizione, è diverso. E gli altri invece? Molti degli altri invece sono stati assolti perché hanno avuto il buon gusto di parlare solo con Moggi e solo con le svizzere e non c’erano altre intercettazioni in chiaro che potessero suffragare la loro colpevolezza e quindi sono stati assolti perché non si può condannare nessuno senza sapere neanche cosa si siano detti, in altre parole sono stati assolti con quella che un tempo veniva definita la “formula dubitativa”  e che adesso è stata abolita dal nostro sistema penale. Ma i contatti con le svizzere ce li avevano. Come dici? Le svizzere non esistono? Si certo e la telefonata di cui sopra ho riportato il testo che cos’è? Te la vuoi sentire? Sta qui http://video.gazzetta.it/calcio-moggi-arbitro-5-1-2005/50b34ba0-4995-11df-8dd7-00144f02aabe . Oltretutto dire che non esistono mal si concilierebbe con la deposizione di Bertolini, ex dipendente della Juve, che affermò, interrogato come teste nell’udienza del 30/6/09 di essere andato in Svizzera più volte nel negozio di De Cillis per comprare per conto di Moggi delle schede anonime, non mi credi? Sta qui l’udienza, puoi sentirtela http://www.radioradicale.it/scheda/282395/processo-a-luciano-moggi-ed-altri-calciopoli , come dici?  Le schede svizzere Moggi le usava per il mercato? Si certo, peccato che in questi 10 anni non si sia mai presentato un solo procuratore a testimoniare di aver usato le “svizzere” per trattare un determinato affare con Moggi. A proposito, dimmi un po’, se quello con cui parlava Moggi nell’intercettazione di cui sopra non era Racalbuto, chi era che doveva lasciar perdere la partita con il Livorno ma che al massimo doveva essere messo per Cagliari? Chi era che doveva dire a quei due che non stava bene? E chi erano quei due se non Bergamo e Pairetto? Come dici? Gli arbitri le svizzere se le compravano da soli? Si certo, tutti al negozio di De Cillis a Chiasso, non ci sono altri rivenditori in Svizzera di schede telefoniche. Dai su, inventane un’altra. Moggi parlava sia con i designatori decidendo insieme a loro chi dovevano essere messi in prima fascia (ci sono a riguardo innumerevoli intercettazioni, cene, incontri più o meno conviviali) e poi con gli arbitri che di volta in volta venivano sorteggiati usando sia le svizzere che qualche volta, ed è solo per questo che si è potuto fare un processo, le linee telefoniche che erano intercettate. Non che le svizzere non potessero essere intercettate per carità ma semplicemente non si sapeva della loro esistenza. Diciamola tutta, hanno fatto degli errori come quando Dattilo usò la “svizzera” per telefonare alla moglie o come quando Bergamo chiamò Moggi su “svizzera” per grigliare usando il telefono di casa ma il sistema delle “svizzere” usato da Moggi era molto ingegnoso. Se non fosse stato per questi errori non si sarebbe mai potuto scoprire. Moggi, dicevo, questo ha fatto, ha creato la famosa “sudditanza psicologica”, con quale stato d’animo gli arbitri andavano ad arbitrare le partite della squadra del terzo designatore? Il tutto non è una “stronzata”come ha detto qualcuno, non mi puoi dire che la “sudditanza psicologica” c’è sempre stata nei confronti delle grandi squadre quasi come se il tutto fosse normale, la sudditanza psicologica non ci deve mai essere, se la Juve si gioca per esempio lo scudetto in una partita in casa contro una provinciale e all’ultimo minuto di recupero c’è un rigore netto a favore della squadra di provincia questo rigore deve essere dato, piaccia o non piaccia. Accettare la “sudditanza psicologica” significa accettare il malaffare, significa che per esempio inchieste e condanne come “Tangentopoli” non si sarebbero mai potute fare, che Berlusconi non sarebbe mai potuto essere processato perché presidente del Milan, padrone di Mediaset e Presidente del Consiglio, la “sudditanza psicologica”, tornando al calcio, è reato perché mette in pericolo il bene giuridico protetto dalla norma sulla “frode sportiva”, ossia il corretto e leale svolgimento della gara. Questa è stata calciopoli, l’accertamento della “sudditanza psicologica”, della lesione della terzietà e imparzialità della classe arbitrale da parte di Moggi e la Juve che è contrario ad ogni principio sportivo. È  lo stesso regolamento dell’AIA a dire al comma 1 dell’art. 40 che gli arbitri sono tenuti a svolgere le proprie funzioni con lealtà sportiva, in osservanza dei principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza di giudizio, nonché a comportarsi in ogni rapporto comunque riferibile alla attività sportiva, con trasparenza, correttezza e probità, figuriamoci se possono parlare con Moggi al telefono su una scheda anonima da lui consegnata, non ci credi? C’è scritto qui http://www.figc.it/Assets/contentresources_2/ContenutoGenerico/7.$plit/C_2_ContenutoGenerico_3819_Sezioni_lstSezioni_0_lstCapitoli_4_upfFileUpload_it.pdf . Adesso tu mi dirai:”ma quali sono le partite alterate?”, forte del fatto che le sentenze hanno stabilito che il campionato non è alterato. Il problema è che tu non sai perché le sentenze antecedenti la sentenza di Cassazione Moggi abbiano affermato ciò. Perché nel nostro processo penale esiste il principio del “al di la di ogni ragionevole dubbio”. Come fai a dimostrare “al di la di ogni ragionevole dubbio” che quando l’arbitro ha negato quel rigore lo abbia fatto conscio del fatto che stesse volutamente sbagliando? Ci vorrebbe una confessione che non c’è mai stata. Per questo, non potendosi dimostrare “al di la di ogni ragionevole dubbio” che la partita è alterata, essa, per il principio del “in dubbio pro reo” di cui ho spiegato sopra, non risulta alterata. Per questo il legislatore sia federale con l’art. 6 ora 7 CGS che il legislatore statale con la legge sulla frode sportiva è ricorso alla consumazione anticipata che va a colpire non l’alterazione della partita ma gli atti tali che possano mettere in pericolo il corretto e leale svolgimento della gara. Il tutto è spiegato chiaramente a pagina 150 della sentenza di appello Moggi: “l’arbitro assume, nel rispetto generico delle regole di gioco,decisioni in se di ampia discrezionalità nel cui ambito appare arduo entrare al fine di valutare quanto la sua direzione possa essere stata oggetto di concordata simulazione o dissimulazione. Pertanto, questa corte, nella valutazione del coinvolgimento degli arbitri e assistenti nelle singole condotte di frode sportiva penale, vaglierà nel proprio giudizio come sopra già indicato, non la sola mera conduzione della gara come oggetto di imputazione ma anche gli elementi probatori concreti sia a monte della gara stessa e sia quelli emergenti da ulteriori esiti dibattimentali, i quali in uno con la rilevanza della gara e con indizi concreti della lesione della imparzialità attribuitagli per legge, supporteranno o meno il giudizio di colpevolezza”. Quindi, caro juventino rancoroso, è inutile che mi vieni a chiedere quale partita della Juve sia alterata perché questa domanda, per il momento, non se l’è fatta ancora nessun giudice, i giudici penali sono solamente andati a vagliare in quale circostanza è stata lesa la terzietà e imparzialità degli arbitri e di chi li doveva designare. L’unica partita che è risultata alterata nel processo penale “calciopoli” è la partita Lecce Parma ma li ci sono fior di intercettazioni in cui Mazzini prima se la ride con De Santis e poi con Della Valle. Sono intercettazioni che avrai sentito chissà quante volte ed è inutile soffermarsi. Poi c’è stata la sentenza di Cassazione Moggi che ha rimesso in gioco le parti civili e ha cambiato tutto affermando a pagina 133 e 134 che sarà il giudice civile a stabilire in sede di quantificazione e risarcimento del danno se le partite sono alterate oppure no, ne ho parlato abbondantemente in un altro articolo è inutile soffermarsi. È un qualcosa che oltretutto e chi mi segue da tempo, da quando scrivevo su “Tifosi si nasce”, lo sa, ho sempre sostenuto. Gli articoli che ho scritto su quel blog, purtroppo, non ci sono più nel web ma a riguardo basta leggersi ciò che ho scritto molto prima che uscisse la sentenza di cassazione Moggi nei commenti ad un post di Marcello Chirico  https://www.facebook.com/OfficalPageMarcelloChirico/photos/a.411948923872.174383.51183003872/10152845119813873/?type=3&comment_id=10152845939878873&comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22R4%22%7D . Nei reati a consumazione anticipata ciò che il giudice penale va a vagliare è se sono stati o no posti in essere atti tali da mettere in pericolo il bene giuridico protetto dalla norma ossia, in questo caso, il corretto e leale svolgimento della gara, poi, se oltre ad essere stato messo in pericolo si è anche verificato un danno, spetta al Giudice Civile nella quantificazione e risarcimento del danno stabilirlo. Spesso ho sentito dire in giro che le sentenze sportive siano state copiate dalla Gazzetta dello Sport, allora vuol dire che le sentenze della Cassazione sono state copiate dai miei articoli o peggio da quel mio commento? La risposta è ovviamente no, sarei onoratissimo in caso contrario ma francamente non credo. La realtà dei fatti è che chiunque, con un minimo di preparazione giuridica, leggendo gli atti, può prevedere, con un certo grado di approssimazione, quali possano essere le sentenze. Vuoi che i giornalisti della Gazzetta della Sport non conoscessero qualcuno esperto di diritto sportivo in grado, leggendo gli atti, di capire quali potessero essere le sentenze? Ovviamente suppongo di si. Bene, adesso andiamo avanti con le previsioni. Come ho già scritto in altri articoli, la Cassazione, con la sentenza n. 1768 del 26 gennaio 2011, ha stabilito che, in caso di prescrizione del reato, il Giudice Civile deve rivalutare tutto di nuovo ( a riguardo c’è un articolo interessante scritto non da me, se vuoi puoi leggertelo   http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_9658.asp ). Quali sono i principi che regolano il processo civile, c’è il principio del “al di la di ogni ragionevole dubbio”? C’è il principio del “in dubbio pro reo”, la risposta è no e questo Prioreschi lo sa benissimo tanto è vero che mentre Gazzoni ha intentato due azioni legali contro Moggi e la Juve in sede civile, una per il fallimento del Bologna a Napoli e l’altra per i danni morali a Roma (cosa siano i danni morali te lo spiego un’altra volta), mentre l’Atalanta chiede più di 60 milioni di euro e il Brescia ha avviato un’altra azione contro Moggi e la Fiorentina sempre per il risarcimento dei danni, Moggi, tramite il suo legale Prioreschi, ha intentato il ricorso straordinario per Cassazione contro questa statuizione della Cassazione stessa, che, purtroppo, gli è andato male. Il rapporto tra azione ed effetto, il c.d. nesso di causalità nel processo civile è totalmente diverso da quello esistente nel processo penale. Nel processo penale entrano in gioco beni primari come la libertà dell’individuo stesso (detto in parole povere, se sei colpevole finisci in galera) per cui l’imputato può essere dichiarato colpevole solo se risulta tale “al di la di ogni ragionevole dubbio” altrimenti, per il principio del “in dubbio pro reo”, l’imputato è innocente. Nel processo civile “vige la regola della preponderanza dell’evidenza  o del più probabile che non, stante la diversità dei valori in gioco nel processo penale tra accusa e difesa , e l’equivalenza di quelli in gioco nel processo civile tra le due parti contendenti” (Cassazione civile, Sezioni Unite, 11 gennaio 2008, n. 581). Cercherò di spiegarmi meglio, mentre nel processo penale ci sono due parti, l’accusa che ha il dovere di dimostrare la colpevolezza e la difesa che ha il dovere di difendersi, nel processo civile ci sono due parti uguali di fronte al giudice, una che deve dimostrare che è stato prodotto il danno e l’altra che deve dimostrare che il danno non è stato prodotto (o che è stato già risarcito o che comunque non è così grave come sostiene l’altra parte e via discorrendo). Nel momento in cui il giudice stabilisce che è “più probabile che non” che il danno si sia verificato condanna al risarcimento la parte soccombente. In altre parole potrà succedere, per esempio, che una partita come Fiorentina Bologna non risulti alterata “al di la di ogni ragionevole dubbio” ma è “più probabile che non” che lo sia. Nel caso specifico del Bologna inoltre, Gazzoni ha chiamato in causa non Moggi ma la Juve, come potrebbe succedere che la Juve che nel processo penale è stata considerata “non responsabile dei reati ascritti a Moggi” possa essere condannata invece al risarcimento in sede civile? Non è che per caso anche in sede civile esiste la responsabilità oggettiva? Ecco, io ti lascio con questi compiti per le vacanze, vai su un qualunque motore di ricerca e cerca “responsabilità oggettiva in sede civile”, vedi quello che esce fuori, in particolare cercati l’art. 2049 del Codice civile e poi a settembre, con il fresco, ne parliamo. Intanto vediamo come è finita questa stagione sportiva in campo giuridico, è finita con l’udienza al TAR del ricorso della Juve per il risarcimento dei presunti danni dovuti alla reiezione della richiesta da parte della Juve di revocare lo scudetto all’Inter, ne ho già parlato nell’articolo precedente. Che è successo durante l’udienza? è successo che  il presidente Germana Panzironi a un certo punto ha interrotto l’avvocato bianconero Luigi Chiappero dicendogli: “Ma questo dovete andarlo a dire alla giustizia sportiva, mica a noi…”, mmmmm brutto segno, a quel punto l’avvocato Luigi Chiappero ha risposto:”Noi vogliamo che almeno un giudice dica le cose come stanno!” (https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=639411719541306&id=572120712937074 ). Si è stata una bella risposta di parte ma la vera risposta è un’altra, la vera risposta è che voi siete già andati di fronte alla giustizia sportiva la quale vi ha detto che per togliere lo scudetto all’Inter ci vuole un processo
(http://sport.sky.it/sport/calcio_italiano/2011/11/15/scudetto_2006_ricorso_juventus_tnas_incompetente.html) processo che, aggiungo, non si potrebbe mai fare perché il principale imputato non c’è più. Buone vacanze.

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