Salve a tutti, come noi ben sappiamo il Brescia fa parte delle squadre che si sono costituite parte civile nel processo calciopoli e che hanno poi intentato in sede civile l’azione contro Moggi e consoci per i danni subiti. In particolare il Brescia, fonte  http://www.giornaledibrescia.it/sport/calciopoli-il-brescia-chiede-un-risarcimento-che-non-incasser%C3%A0-1.3077645 ha intentato la causa contro  contro Andrea e Diego Della Valle, Claudio Lotito, la Fiorentina Calcio e l’ex dg della Juventus Luciano Moggi. Singolare il fatto che non abbia anche citato in giudizio l’arbitro De Santis, esecutore materiale, stando alle sentenze, del pareggio fra Lecce e Parma che ha condannato, grazie anche alla sconfitta dello stesso Brescia a Firenze, alla retrocessione in serie B della società lombarda. Interessante, nell’articolo di cui ho riportato il link, l’ultimo periodo: “l’udienza è stata aggiornata al 14 dicembre, per discutere sulla competenza territoriale. I legali di Moggi chiedono che il processo civile venga celebrato a Napoli, dove si è tenuto quello penale. Il Brescia punta invece a giocare in casa”. Da questa frase possiamo evincere innanzitutto che ci troviamo a riguardo nella fase della prima udienza, è solo in tale udienza infatti che dopo che è stato depositato l’atto di citazione e la comparsa di risposta che, ai sensi dell’art. 38, 1° comma Codice procedura civile (C.p.c.), può essere sollevata la questione inerente alla competenza territoriale. Per la precisione l’eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata nella comparsa di risposta dalla parte convenuta che in questo caso è Moggi. Che cos’è la comparsa di risposta? La comparsa di risposta è l’atto (scritto perché il processo civile è, principalmente, a differenza di quello penale, un processo scritto) con cui il convenuto prende posizione su tutte le ragioni in fatto e in diritto poste in essere dall’attore con l’atto di citazione. Che cos’è l’atto di citazione? È l’atto con cui l’attore, da non confondersi con l’attore di cinema o teatro ma è colui che agisce in giudizio, chiede al giudice che sia posto in essere un determinato provvedimento (appunto il “petitum”) ed espone le ragioni in fatto e in diritto sulla base delle quali il giudice deve porre in essere quel determinato provvedimento con la sentenza (“causa petendi”), ad esempio condannare la parte convenuta al risarcimento dei danni. Il convenuto deve appunto sollevare nella comparsa di risposta la questione della competenza territoriale e non solo, deve anche indicare l’ufficio giudiziario che ritiene competente, altrimenti l’eccezione sarebbe come se non fosse formulata. I legali di Moggi hanno appunto richiesto nella loro comparsa di risposta che il processo civile vanga celebrato a Napoli dove si sono appunto svolti i processi penali. Hanno ragione? L’art. 18 del C.p.c. stabilisce al primo comma che il giudice competente è quello del luogo in cui il convenuto abbia la residenza o il domicilio o abbia la dimora.

Differenza fra residenza, domicilio e dimora:

  • Domicilio: luogo in cui la persona ha stabilito la propria sede principale dei propri affari e interessi.

Da esso, comunemente definito domicilio generale, si distingue:

  • Il domicilio speciale che si elegge per determinati affari, è il caso appunto del domicilio eletto presso il proprio avvocato nel processo civile affinché arrivino a lui direttamente tutte le notifiche riguardanti il processo stesso
  • Il domicilio legale, fissato dal legislatore, ad es. quello del minore è quello del luogo di residenza della famiglia
  • Residenza: luogo in cui si soggiorna abitualmente, coincidente, di norma anche se non necessariamente, con il domicilio
  • Dimora: luogo in cui la persona si trova non abitualmente ma neppure in via passeggera (es. casa per vacanze estive)

Solamente al secondo comma stabilisce poi che: “se il convenuto non ha residenza, né domicilio, né dimora nello Stato o se la dimora è sconosciuta, è competente il giudice del luogo in cui risiede l’attore”. Essendo invece nota la residenza sia dei Della Valle che di Lotito che di Moggi, competenti dovrebbero essere per questo processo uno dei luoghi di residenza di questi signori. Lo stesso discorso vale per la società  Fiorentina (stranamente la Lazio non risulta e neanche la Juve fra i convenuti, almeno da quello che c’è scritto nell’articolo) che è una “persona giuridica” per cui, ai sensi dell’art. 19 del C.p.c., qualora sia citata in giudizio, sia appunto convenuta, competente sarà il giudici del luogo dove essa ha sede. Competente sarebbe quindi, per decidere la causa intentata dal Brescia, un giudice a scelta fra quelli di Firenze (Fiorentina e i Della Valle), Roma ( Lotito) oltre che il Giudice del luogo di residenza attuale che francamente mi sfugge di Moggi. Seguendo tale ragionamento interverrebbe infatti l’art. 33 C.p.c. che recita testualmente: “Le cause contro più persone che a norma degli artt. 18 e 19 dovrebbero essere proposte davanti a giudici diversi, se sono connesse per l’oggetto o per il titolo possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una di esse, per essere decise nello stesso processo” per cui la causa andrebbe incardinata di fronte ad un giudice a scelta fra quello di Roma, Firenze o il luogo attuale di residenza di Moggi e non certo in casa del Brescia. I legali di Moggi invece hanno richiesto nella loro comparsa di risposta che il processo sia spostato a Napoli, luogo dove è appunto sorta l’obbligazione, ossia, in questo caso, la sentenza che ha stabilito che Moggi, Lotito, i Della Valle e la Fiorentina, in quanto colpevoli, devono risarcire il Brescia. Sulla base di quale articolo?  Sulla base dell’art. 20 C.p.c. ai sensi del quale “per le cause relative a diritti di obbligazione è anche competente il giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l’obbligazione dedotta in giudizio”. Innanzitutto chiariamo questo concetto: che cos’è una obbligazione? L’obbligazione è quel vincolo giuridico in forza del quale un soggetto (debitore) è tenuto ad effettuare una prestazione suscettibile di valutazione nei confronti di un altro soggetto (creditore) per soddisfare un suo interesse, anche non patrimoniale (art. 1174 del Codice civile, d’ora in poi C.c.).  Come recita l’art. 1173 C.c., le obbligazioni derivano da contratti, da fatto illecito (è il nostro caso), o da ogni altro fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico (è ad es. una obbligazione l’assegno di mantenimento che la parte più forte è tenuta a corrispondere alla parte più debole economicamente in caso di divorzio). Essendo quindi l’obbligazione del risarcimento sorta a Napoli è molto probabile che il Giudice di Brescia accolga nell’udienza del 14 dicembre la richiesta formulata dai legali di Moggi e sposti quindi il processo nel capoluogo partenopeo, qualora invece il Giudice di Brescia decida di trattenere a se la causa, questa decisione presa con “ordinanza” (ho spiegato nel mio articolo precedente cos’è un’ordinanza) sarà impugnabile sia per mezzo delle impugnazioni ordinarie ossia l’appello che direttamente per ricorso in Cassazione tramite istanza di regolamento di competenza. Nel caso la cosa dovesse mai succedere spiegherò di che si tratta. Qualora, invece, il Giudice di Brescia dovesse accogliere la richiesta formulata nella comparsa di risposta dai legali di Moggi, sempre con ordinanza indicherà il termine entro il quale la causa dovrà essere riassunta di fronte al Giudice di Napoli che è la stessa città e lo stesso tribunale da cui, nel processo penale, i legali di Moggi volevano scappare perché non ritenevano l’ambiente sereno e terzo. In  mancanza di un termine fissato nell’ordinanza, ai sensi dell’art. 50 C.p.c., questo termine sarà di tre mesi. Qualora il Giudice di Napoli poi, a sua volta, si dovesse ritenere incompetente, potrà lui adire direttamente la Cassazione affinché essa si pronunci con regolamento di competenza. Sono tutte cose che, ripeto, qualora dovessero verificarsi, sarò qui a spiegare meglio di che si tratta. Se invece, come più probabilmente accadrà (nel processo civile, esperienza personale, di certo non c’è niente), il Giudice di Brescia dovesse accogliere l’eccezione sollevata dai legali di Moggi e il Giudice di Napoli invece non dovesse eccepire alcunché, è probabile che intorno a marzo del 2017 dovrebbe incominciare il processo e, in tal caso, comincerò a spiegare anche come si svolge il processo civile, nel frattempo, per i più curiosi, quelli che non vorranno aspettare marzo 2017 per sapere da me come si svolge il processo civile, possono cominciare a darsi una lettura all’art. 183 C.p.c., qualora non ci capiate niente, non vi preoccupate, è normale.

 

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