Salve a tutti, come noi ben sappiamo, il 14 maggio  la Cassazione ha respinto il ricorso straordinario di Luciano Moggi avverso la sentenza definitiva di Calciopoli. Stando a ciò che si è letto sui vari siti,  Moggi contestava la condanna al risarcimento nei confronti di varie squadre, della Figc e del ministero delle Finanze danneggiati dall’alterazione del campionato 2004-2005 dal cosiddetto “sistema Moggi”.  È possibile questa cosa? Innanzitutto chiediamoci, che cos’è il ricorso straordinario. Esso è regolato dall’art. 625 bis del codice di procedura penale che al primo comma statuisce che “ è ammessa, a favore del condannato, la richiesta per la correzione dell’errore materiale o di fatto contenuto nei provvedimenti pronunciati dalla corte di cassazione”. Quando si parla di errore materiale bisogna rifarsi alla definizione che ne da la norma di cui all’art. 130 C.p.p. laddove si definisce tale tipo di errore come quell’errore od omissione la cui eliminazione non determina una nullità dell’atto stesso e non ne comporta una modificazione essenziale. Diversamente , l’errore di fatto presuppone una falsa percezione di quanto emerge in termini univoci dalla lettura degli atti. Difficile quindi pensare che il buon avvocato Prioreschi abbia mai potuto esperire un ricorso straordinario contro le statuizioni riguardanti i risarcimenti alle parti civili a meno che non abbia cercato di farle ricadere in qualche modo negli errori di fatto. Bisogna comunque dire che la cosa può anche essere probabile stando alle dichiarazioni di Gazzoni riportate su più siti: “anche se si continua a far finta di non saperlo, se il reato è prescritto, non per questo è prescritto il danno, e dunque il diritto di risarcimento alle parti civili”. Può essere quindi probabile che Prioreschi  abbia cercato di far passare per buona la tesi per cui, essendo prescritto il reato fosse prescritto anche il risarcimento e abbia quindi cercato di far ricadere le statuizioni inerenti al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili in un errore di fatto. Può anche darsi che abbia cercato di far ricadere nell’errore di fatto il rinvio al giudice civile per la quantificazione dei danni conseguenti ai reati accertati in sede penale, asserendo che non ci siano danni perché il campionato non risulta alterato.  Atteso che sia vera questa seconda ipotesi mi tocca ricordare, ma chi mi segue da tempo lo sa perché l’ho ripetuto sino alla nausea, che non spetta al Giudice penale stabilire se il campionato o le singole partite siano alterate ma spetta al Giudice civile. Quindi sempre che queste mie ipotesi sui motivi per cui Moggi abbia intentato il ricorso straordinario in cassazione siano esatte,  gli è andata male e anzi, come ha fatto giustamente notare Gazzoni, con la prescrizione del reato non si estingue il diritto al risarcimento del reato stesso. È per questo motivo che, oltretutto, alcuni protagonisti del processo penale Calciopoli hanno rinunciato alla prescrizione, non perché sono degli eroi contrariamente ai “merdazzurri prescritti” (gli juventini chiamano gli interisti così) ma, molto più umanamente, perché non vogliono risarcire nessuno in sede civile. Oltretutto e questo va subito messo in chiaro ma affronteremo meglio la questione in altri articoli, mentre in sede penale vige la regola del “al di la di ogni ragionevole dubbio”, in sede civile vige la regola del “più probabile che non”. Cambia in altre parole il metro di giudizio per cui, se è praticamente impossibile considerare una partita alterata in sede penale, la stessa  partita può essere invece dichiarata alterata in sede civile. Logica conseguenza è che è molto più facile per un arbitro essere assolto in sede penale perché non considerato colpevole “al di la di ogni ragionevole dubbio” che riuscire invece a dimostrare in sede civile, dove vige il principio del “più probabile che non”, di non aver alterato la partita e di non essere quindi tenuto al risarcimento. Un discorso a parte merita Racalbuto che si è avvalso della prescrizione e nei cui confronti, per il momento, non risultano azioni civili. Le partite in cui lui risulta imputato sono contro Cagliari e Roma, due squadre che non hanno avviato alcun genere di azione fin ora e quindi, a meno che non avviino azione civile nei suoi confronti e fino ad oggi non è successo la FIGC o altre parte civili, può seriamente sperare di farla franca anche dal punto di vista civilistico. Affronteremo meglio la questione Racalbuto e i relativi capi di imputazione O e Z in altri articoli. Tornando alla questione inerente il ricorso straordinario esperito dal duo Prioreschi Moggi, è più probabile invece che lo abbiano intentato per la presenza di  errori  all’interno della sentenza di Cassazione che molti juventini avranno sicuramente notato. Errori riguardanti i nomi degli arbitri assegnati alle partite incriminate e i risultati delle partite stesse. Se Moggi ha intentato realmente il ricorso straordinario per questi motivi è veramente strano che non sia stato accolto ma ne sapremo sicuramente di più se qualcuno avrà la bontà di pubblicare su internet la sentenza o meglio, in questo caso, l’ordinanza. Come recita l’ultimo comma dell’art. 625 bis C.p.p. “ Quando la richiesta è proposta fuori dell’ipotesi prevista al comma 1 (ossia per errore materiale o di fatto)  o, quando essa riguardi la correzione di un errore di fatto, fuori del termine previsto al comma 2 (180 giorni), ovvero risulta manifestamente infondata, la corte, anche d’ufficio, ne dichiara con ORDINANZA l’inammissibilità”. Anche l’ordinanza, al pari della sentenza, ai sensi dell’art. 125 del C.p.p. è motivata quindi, se qualcuno pubblicherà questa ordinanza che ha dichiarato inammissibile il ricorso esperito da Moggi, avremo modo e maniera per capire al meglio quale strada avrà tentato Prioreschi aspettando ovviamente sempre il suo ricorso alla Corte Europea.  Concludo questo articolo brevissimo ponendo questo dubbio ai lettori e di cui mi piacerebbe che se ne parlasse nei commenti: ammesso e non concesso che sia stato fatto ricorso, come ritengo più plausibile o meglio come più fattibile dal punto di vista giuridico e se non altro più corretto, per errori materiali come il nome dell’arbitro o il risultato di una partita, questi errori erano realmente tanto irrilevanti da non comportare una nullità della sentenza?  A voi le risposte, buona giornata.

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