Allora, innanzitutto, salve a tutti. In attesa della partita di stasera fra Juventus e Inter ho notato continue preoccupazioni lamentate dai  tifosi interisti  sui loro siti riguardante la designazione dell’arbitro Rocchi per via del suo coinvolgimento marginale nella vicenda “Calciopoli”. Rocchi fu imputato anche nel processo sportivo e qui assolto subito in primo grado ma, per quel che mi riguarda, il processo sportivo non è degno, per via di incongruenze palesi rispetto a quello penale, di rilievo. Per fare un paio di esempi pratici, nelle motivazioni del  processo sportivo sia di primo che di secondo grado svoltosi nel 2006, Paparesta risulta  essere stato realmente chiuso nello spogliatoio da Moggi e, soprattutto,nelle motivazioni  si parla genericamente di sconti del 50% nell’acquisto di autovetture FIAT offerti ad arbitri. Il caso “rapimento di Paparesta” sarà poi oggetto di indagine e archiviato perché il fatto non sussiste dalla procura di Reggio Calabria l’anno seguente mentre, per quanto riguarda gli sconti del 50% sull’acquisto di vetture Fiat fatti agli arbitri, Capobianco, ossia l’autore di tale affermazione, ascoltato come testimone nel processo di Napoli, parlò solamente di due auto della Fiat acquistate con lo sconto del 50% dalle mogli degli arbitri Pairetto e Trentalange oltretutto nel 1995 ossia, ben 10 anni prima del campionato oggetto di indagine. A riguardo bisogna anche aggiungere che entrambi gli arbitri, essendo entrambi di Torino, non avrebbero mai potuto arbitrare la Juventus. Volendo potrei continuare ma lo scopo di questo articolo è,  appunto, andare a vedere qual è stata la posizione di Rocchi nel processo calciopoli e personalmente per i motivi sopra esposti, preferisco analizzare solo ciò che si evince dalla risultanze del processo penale. Rocchi, che si avvalse del rito abbreviato, fu imputato per il capo U insieme a Franco Carraro, Paolo Bergamo,  Pier Luigi Pairetto, Innocenzo Mazzini e Claudio Lotito. Secondo l’accusa, essi erano in concorso tra di loro in esecuzione del programma criminale della associazione per delinquere e commettevano atti fraudolenti al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione in favore della Lazio nella partita in casa del Chievo terminata poi, effettivamente, con la vittoria della squadra capitolina. Tali atti fraudolenti  consistevano, secondo l’accusa, nell’alterare la corretta e genuina procedura di individuazione delle cd. “griglie arbitrali” ed il successivo sorteggio del direttore di gara Rocchi per l’incontro Chievo-Lazio, disputatosi a Verona il 20 Febbraio 2005, che si sarebbe poi adoperato per il raggiungimento del risultato favorevole alla squadra di Lotito.
In particolare,secondo l’accusa, il Presidente della FIGC, Franco Carraro, rappresentò a Bergamo in più circostanza la necessità di “dare una mano” alla Lazio, e questo fu comunicato poi anche a Pairetto, Mazzini ed allo stesso Lotito. Si perfezionava, dunque, secondo l’accusa, un accordo per favorire la Lazio, concretizzatosi con un sorteggio evidentemente fraudolentemente alterato, volto a designare l’arbitro Rocchi al fine di garantire il risultato favorevole alla Lazio.
A riguardo va comunque premesso che, dalle risultanze processuali, il sorteggio non risulta mai alterato anche se in secondo grado processo ordinario si sono avanzate, nelle motivazioni, dei dubbi. È anche probabile quindi, si veda ad esempio la deposizione di Zamparini, che il sorteggio possa essere stato alterato in qualche circostanza ma non essendoci prove certe, esso è stato considerato dai giudici sempre regolare. A prescindere da questo dettaglio, gli elementi prospettati dal PM partono dall’8 Febbraio di mattina, quando Bergamo parlò con Mazzini ed il secondo gli riferì di voci riguardanti la possibilità caldeggiata da alcuni protagonisti di eliminare i due designatori, sostituendoli con uno e disse esplicitamente :”.. uno che ti ha difeso a morte è stato Lotito…è stato il Kamikaze del gruppo.. si è esposto di più …”  aggiungendo “… ci fa comodo contro Della Valle …” poi ” … allora a Lotito gli dico tutto ok?”  ricevendo rassicurazione da Bergamo : “…. le cose erano, sono preparate lo seguiamo, diglielo che stia tranquillo”.
Quella stessa sera Ferri, magistrato con incarico di vertice in FIGC, vicino a Lotito, che conosceva da molti anni, chiamò a sua volta Mazzini e questi, tra le altre cose, disse, riferendosi a Lotito :”… aveva bisogno di una verifica se c’era stato un intervento per la questione arbitrale”. Stando alle motivazioni del processo di primo grado, questa telefonata fu fatta da Ferri a Mazzini su invito dello stesso Lotito il quale comunque stava tentando di attivare i canali di conoscenza di Ferri all’interno della Federazione per conseguire il suo scopo. In seguito Mazzini rassicurò al telefono Lotito dicendogli di aver “fatto quella cosa …”  ,riferendosi alla conversazione con Bergamo e Lotito concluse il discorso esortandolo:” … bisogna che te li lavori tutti e due, ci parli in modo chiaro comincia … ci dobbiamo vedere e cominciamo a dire … a stabilire..” Mazzini:”.. già fatto dai…”. L’espressione “tutti e due” va ovviamente riferita ai designatori Bergamo e Pairetto.
Dopo una settimana, il 15 Febbraio, Ferri fu di nuovo al telefono con Mazzini che gli chiese notizie sulle recenti elezioni degli organi direttivi Figc ed in particolare se Lotito lo avesse votato. Mazzini ricevette a riguardo una risposta positiva, a quel punto ci fu una chiara attestazione di amicizia da parte di Mazzini verso Lotito, con un impegno di aiuto nella vicenda della società di calcio :”… gli voglio bene e farò di tutto per salvarlo” . Il 18 febbraio, dopo il sorteggio per il turno della domenica successiva, Lotito e Mazzini  conversarono di designazioni arbitrali e Mazzini, dopo averlo preso un po’ in giro, disse a Lotito “.. ti volevo salutare.. ti volevo dire che va bene” ed alle insistenze dell’altro per sapere qualcosa in più sull’arbitro e se poteva dormire “sonni tranquilli”, rispose: “..si faccia dire nome cognome e provenienza.. sta bene..” . Era chiara l’allusione da parte di Mazzini alla sezione Aia di Firenze dove era iscritto l’arbitro Rocchi, assegnato alla gara. Il Mazzini intendeva, secondo i giudici, mandare un messaggio criptato per dire, anche tramite il riferimento alla città di Firenze, che questi era persona sua.
La gara finì con l’importante vittoria della Lazio ai danni di una diretta concorrente e, poco dopo la partita, si registrò una conversazione tra Ferri e Mazzini, nella quale il primo disse al secondo  “mi ha detto Claudio di salutarti… di ringraziarti…  ha capito che sei un grande” e Mazzini rivendicò il suo merito :”..  sono un amico con la a maiuscola”. Il giorno dopo la partita, Mazzini chiamò Lotito che lo ringraziò direttamente e personalmente e Mazzini aggiunse “… bisogna salvarsi in tutti i modi eh ?”. Sentito come persona informata dei fatti, Ferri affermò :” qualche giorno dopo la partita parlai con Mazzini e mi disse che aveva favorito la Lazio facendo designare un arbitro toscano che mi pare essere Rocchi … ne parlai anche con Lotito  e  mi  confermò …  in termini non espliciti, che Rocchi aveva arbitrato la partita in favore della  Lazio.. Mazzini nell’ambito della Federazione aveva rapporti diretti con i designatori e gli arbitri anche perché stava a Coverciano… egli aveva un rapporto privilegiato con gli arbitri toscani e con Bergamo di Livorno”.  Ferri  parlò anche di un rapporto privilegiato di Mazzini con Baglioni, precisando “… so anche per averlo appreso direttamente da Mazzini  di un ottimo rapporto con Rocchi …. Lotito… finita la partita mi aveva detto di essere stato trattato bene da Mazzini … facendomi implicitamente capire che si riferiva all’arbitraggio di Rocchi” . Anche Lotito fu sentito in qualità di indagato e al PM dichiarò tra l’altro:” …non ritengo di aver dato un incarico a Ferri di chiamare Mazzini all’esito della partita ..” . A seguito di contestazione delle dichiarazioni di Ferri affermò:” ho sollecitato Ferri ad adoperarsi per evitare che si consumassero torti arbitrali ai nostri danni, smentisco la versione che ha reso …”
Anche Rocchi fu interrogato ed egli negò di avere un rapporto di amicizia con Mazzini e segnalò che la partita incriminata era la sua seconda partita in A, avendovi esordito nella stagione precedente ed avendo complessivamente arbitrato tre gare in quel campionato; precisò che si trattò di un incontro difficile da arbitrare, per cui fu costretto ad espellere tre calciatori, sia per insulti che per condotta violenta. Per la precisione Rocchi ammonì 3 giocatori del Chievo ossia Malagò, Moro e Brighi che poi espulse insieme anche a Baronio. Sempre per precisione va comunque anche detto che espulse pure Couto  della Lazio e ammonì  i giocatori della Lazio Siviglia, Giannichedda e Rocchi.
Gli elementi a carico dell’imputato furono quindi la conversazione tra Mazzini e Bergamo in cui il primo, dopo aver messo in luce la posizione di Lotito, favorevole alla conferma del designatore, gli chiese implicitamente un aiuto per le sorti della sua squadra, ricevendone un impegno in tal senso; la conversazione tra Lotito e Mazzini, in cui il presidente chiese al secondo di intervenire sui designatori e la conversazione contenente i saluti e ringraziamenti dopo la gara nonché le informazioni di Ferri circa le confidenze fattegli da Mazzini sulla designazione di favore di Rocchi. Tali elementi risultarono agli occhi del giudice di primo grado in rito abbreviato contrastanti più che dalle ovvie negatorie degli imputati, dall’assenza di dati circa il collegamento tra l’arbitro e gli altri interessati, affermati solo da Ferri, peraltro in modo generico e scarno. Inoltre l’arbitro Rocchi fu assente al raduno arbitrale precedente  l’incontro incriminato e quindi mancò il contatto diretto con i designatori e a questo va comunque aggiunto che Rocchi era un arbitro poco esperto della serie A e, molto probabilmente, estraneo a logiche di appartenenza a gruppi. In quel campionato oltretutto Rocchi diresse solo tre partite mentre la sua condizionabilità in quella gara di rilievo gli avrebbe probabilmente garantito altre e più numerose conduzioni di gara. Rocchi fu di conseguenza assolto, per non aver commesso il fatto. Diversa fu invece la sorte degli altri imputati di cui al capo U) giudicati in rito ordinario i quali, a parere dei giudici, hanno fatto in modo che, fatta eccezione per Pairetto che si trovava all’estero e che è stato quindi su questo capo assolto, su incitazione del coimputato Carraro prosciolto in udienza preliminare, Bergamo introducesse in maniera non spontanea l’arbitro Rocchi nella griglia. In altre parole, secondo i giudici sia di primo grado che di appello, fu lesa da parte di Lotito e Mazzini la terzietà e imparzialità di Bergamo (di cui il processo è da rifare) con l’inserimento di Rocchi nella griglia e da questo la condanna per frode sportiva anche se Ferri, nel processo ordinario, affermò che Mazzini non gli spiegò assolutamente come avesse fatto a far designare l’arbitro Rocchi il quale arbitrò oltretutto abbastanza bene ed ebbe un voto alto dall’osservatore arbitrale  Trentalange.  Come si spiegano allora le telefonate di ringraziamento da parte di Lotito a Mazzini e il compiacimento di quest’ultimo? La risposta è semplice, a mio parere Mazzini millantò aiuti che nella realtà dei fatti non ci furono e si prese poi i meriti di una vittoria ottenuta sul campo dalla Lazio. Nella realtà dei fatti in calciopoli ci sono diversi capi di imputazione simili a questo che riguardano soprattutto altri imputati e altre partite in cui non era coinvolta la Juventus in cui, a mio parere, i protagonisti millantavano aiuti che poi non ci sarebbero mai stati a dirigenti che in qualche modo, con o senza l’appoggio di Moggi, cercavano anche loro protezione arbitrale. È il caso, per fare un esempio pratico, della partita Lazio Fiorentina dove in teoria si doveva aiutare la Fiorentina e invece, l’arbitro Rosetti non vide un fallo di mano in area che avrebbe potuto portare all’espulsione del giocatore della Lazio e al conseguente calcio di rigore per la compagine viola. È mia personale opinione che, secondo il sodalizio, per favorire una determinata squadra potesse anche essere sufficiente che l’arbitro sorteggiato arbitrasse in maniera equa perché poi, dati i valori in campo delle rose, potesse effettivamente vincere la squadra per cui il sodalizio criminoso prendeva parte. Non era quindi sempre necessario inviare un arbitro compiacente, non era quindi necessario contattarlo, anche un arbitro fuori dal sodalizio poteva tranquillamente essere utile al sistema, fu questo il caso di Rocchi e non solo. Un altro esempio di arbitro fuori dal sistema e comunque utilizzato dal sodalizio nel salvataggio della Fiorentina fu proprio Collina che arbitrò nell’ultima giornata in maniera corretta la partita fra Fiorentina e Brescia mentre De Santis si adoperava affinché il Parma comunque non vincesse a Lecce. Collina non fu, ad ogni modo, né individuato e né scelto dal sodalizio, ci capitò nella partita Fiorentina Brescia a seguito di regolare sorteggio. Per quanto riguarda l’arbitro Rocchi possiamo stare dunque tranquilli, almeno per quanto riguarda ciò che è risultato dal processo calciopoli la sua posizione è limpidissima, egli non ha contatti di alcun genere o comunque non risultano con Mazzini prima dell’incontro tesi ad alterare la partita in favore della Lazio, non ha mai avuto contatti con Moggi e, soprattutto, non risulta, a differenza di altri anche assolti, intestatario di scheda svizzera. Speriamo che stasera arbitri bene. Per completezza, il filmato della partita incriminata sta qui https://youtu.be/jzgHuKCVbhg . Si possono notare alcuni errori a sfavore dell’una o dell’altra squadra ma niente di eclatante, anzi, qualche dubbio personale ce l’avrei proprio sulla espulsione del giocatore della Lazio ma, ad ogni modo, non ci fu nessun calcio di rigore inventato o inspiegabilmente non dato. Mazzini in poche parole prese in giro Lotito facendogli credere che  Rocchi avrebbe aiutato la Lazio nella difficile trasferta di Verona ma le cose andarono diversamente. La Lazio quella partita la vinse sul campo e Rocchi arbitrò in totale buona fede essendo un arbitro fuori da ogni giro. Se poi Rocchi sia successivamente entrato a far parte di qualche giro strano lo scopriremo solo vivendo ma, per quanto riguarda Calciopoli, Rocchi è semplicemente estraneo. Buona partita a tutti e che vinca il migliore.

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